INFERNO ASP | A Reggio doppi pagamenti per milioni di euro

REGGIO CALABRIA L’Asp di Reggio avrebbe effettuato doppi pagamenti per decine di milioni di euro. Gli stessi debiti pagati due volte. Lo scorso giugno l’allora commissario Santo Gioffrè aveva bloccato…

REGGIO CALABRIA L’Asp di Reggio avrebbe effettuato doppi pagamenti per decine di milioni di euro. Gli stessi debiti pagati due volte. Lo scorso giugno l’allora commissario Santo Gioffrè aveva bloccato all’ultimo istante il saldo di sei milioni di euro a favore della clinica privata Villa Aurora, somma che l’Asp aveva corrisposto sei anni fa. Ma si tratterebbe solo di un caso fortunato: l’Azienda, in almeno altri due casi, avrebbe pagato debiti milionari in realtà già onorati in passato. E le cifre sarebbero da capogiro.
A riferire del cortocircuito contabile dell’Asp 5 è lo stesso Gioffrè, in una relazione ufficiale inviata al commissario alla Sanità Massimo Scura e al presidente della Regione Mario Oliverio. Il Corriere della Calabria è in possesso di questo documento esclusivo, nel quale vengono messi nero su bianco inefficienze, abusi, negligenze e possibili frodi nell’Azienda provinciale dello Stretto.

 

LA LETTERA Gioffrè, in una lettera datata 6 maggio e firmata anche dal direttore sanitario Salvatore Barillaro e dal direttore amministrativo Giovanni Tringali, traccia un quadro drammatico circa le condizioni dell’Asp reggina. Nella “Relazione sullo stato generale dei servizi ed aggiornamento sulla situazione debitoria dell’ente, il vecchio management sottolinea la presenza di «numerosi atti transattivi di dubbia provenienza per l’ente, conclusi nell’ultimo periodo spesso con liquidazioni milionarie». Senza contare gli «ingenti importi di interessi moratori riconosciuti e spese legali più che significative».

 

ALTRE VILLA AURORA Poche settimane dopo, Gioffrè avrebbe stoppato il versamento di denaro nei confronti di Villa Aurora. Altre vertenze, invece, avrebbero avuto sorte diversa, con l’Asp che si sarebbe ritrovata a pagare cifre non dovute perché già liquidate. «A tal proposito – scrive Gioffrè – si segnala che le delibere di pagamento di debiti pregressi, adottate direttamente dalla precedente Direzione aziendale, definiti con atti transattivi, sono state attinte da importanti censure del Collegio sindacale».
L’Azienda è un vero e proprio inferno, soprattutto dal punto di vista contabile e da quello amministrativo. E Scura e Oliverio sanno tutto da tempo. Gioffrè elenca le anomalie più gravi: «L’enorme quantità di atti legali in essere, la dislocazione degli uffici in più immobili e soprattutto la disorganizzazione delle diverse funzioni operative all’interno della struttura, rendono impossibile attingere, oltre che ai documenti cartacei, anche ai dati finanziari necessari per una quantificazione degli importi trattati. Tutte queste inefficienze creano delle sovrapposizioni di lavoro e soprattutto, così come è stato riscontrato, anche la duplicazione di pagamenti già effettuati».

 

CAOS E SOPRAVVIVENZA L’ex commissario è decaduto dall’incarico in seguito ai rilievi dell’Anticorruzione, secondo cui – come stabilisce la legge Madia sulle inconferibilità – non avrebbe potuto ricoprire quel ruolo in quanto era stato candidato a sindaco alle ultime elezioni di Seminara. La sua designazione ha quindi fatto scattare anche l’inibizione di Oliverio, che per tre mesi non potrà più effettuare le nomine di sua competenza. Prima di questo can-can giuridico, però, Gioffrè aveva paventato il peggio, cioè il “fallimento” dell’Asp. Poche settimane dopo il suo insediamento, infatti, era emersa in tutta la sua evidenza «la situazione di caos, di inefficienza e di precarietà in cui versano le diverse aree aziendali sia sotto l’aspetto organizzativo che funzionale, con ripercussioni e criticità che stanno comparendo nella loro reale drammaticità tali da compromettere irrimediabilmente il regolare funzionamento se non addirittura la stessa sopravvivenza dell’azienda».

 

BUROCRAZIA FLOP Inadeguata. È definita così la struttura burocratica dell’Azienda. Non solo. Gioffrè riscontra anche «la frammentarietà e l’incompletezza delle informazioni e delle notizie fornite da quasi tutti gli uffici e, soprattutto, la disorganizzazione e la inefficienza accertata ai vari livelli aziendali che compromettono la possibilità per questo commissario di effettuare finanche le attività più elementari tese al risanamento dell’azienda».
Quello che succede nei corridoi dell’Asp potrebbe essere materia da sottoporre alla magistratura. Gioffrè lo afferma con chiarezza: «Da un primo esame della documentazione e delle attività delle varie funzioni aziendali, si evincono molteplici criticità e problematiche che frenano oltremodo, compromettendo allo stesso tempo, la regolare prosecuzione dell’attività, in quanto richiedono i necessari approfondimenti legali, giuridici e amministrativi al fine della doverosa ed obbligatoria trasmissione degli atti ai competenti organi giudiziari e/o della magistratura contabile». Sulla graticola anche il ruolo dell’advisor contabile Kpmg che, nonostante un contratto annuale pari a 600mila euro, si limiterebbe «a una succinta elencazione delle inefficienze aziendali e a un generale riepilogo delle azioni da intraprendere, senza indicare, allo stesso tempo, le modalità operative e la tempistica di attuazione previste nonché, soprattutto, le risorse umane e materiali da destinare».

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it





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