TANGENTI ANAS | Le manovre della “dama nera” per “nominare” i vertici

REGGIO CALABRIA È ampia la rete della dama nera. Ci sono dirigenti, funzionari di alto, medio e basso livello, imprenditori, faccendieri, politici. Per tutti, Antonella Accroglianò si mostra disponibile –…

REGGIO CALABRIA È ampia la rete della dama nera. Ci sono dirigenti, funzionari di alto, medio e basso livello, imprenditori, faccendieri, politici. Per tutti, Antonella Accroglianò si mostra disponibile – dietro pagamento, ovviamente – a fare qualcosa: mandare avanti l’imprenditore amico, agevolare il pagamento delle fatture, propiziare contatti. È così che la sua rete si allarga, è così che ha tentato addirittura di condizionare la nomina dei nuovi vertici di Anas, dopo la defenestrazione di Ciucci.

 

ARMANI NO Il politico tramite cui spera di riuscirci è Angelino Alfano, alla cui porta bussa tramite Giuseppe Ricciardiello, imprenditore che con Anas sembra avere in ballo diversi affari, per i quali ha bisogno «dell’assistenza» della Accroglianò. Ma l’impegno che la donna mette nell’accelerare pratiche, far sparire penali, agevolare l’impresa nelle gare, favorire i pagamenti e fornire informazioni su gare in corso va ripagato. Tramite Ricciardello – che può vantare conoscenze politiche “altolocate”, se è vero che sia il senatore Matteoli, sia il deputato Martinelli si sarebbero interessati all’effettiva partenza dei cantieri di una gara vinta dall’imprenditore ma rimasta scoperta a livello finanziario – la Accroglianò sembra addirittura tentare di impedire la nomina di Armani alla presidenza dell’Anas.

 

«PARLA CON ANGELINO» Lo si comprende dalle conversazioni più volte intercettate fra la “dama nera” e l’imprenditore, che nonostante il linguaggio estremamente criptico utilizzato permettono di comprendere il tentativo in corso. Ciucci è in partenza e la Accroglianò inizia a temere l’arrivo di un possibile sostituto curioso. Ne parla con Ricciardello e nel corso della conversazione salta fuori il nome di Alfano. Sarà lui – lasciano intendere – a essere determinante per la scelta del nuovo ad. Per questo – sintetizzano gli investigatori – «chiede a Ricciardello se il genero può riuscire a parlare con Verdini». Per l’imprenditore la cosa si può fare e anche a breve, non a caso la “dama nera” dice: «Cavaliere, bisogna fare subito (…) mi raccomando, che è importante… da adesso… questi giorni sono fondamentali. Veda un po’… stasera faccia il possibile». In un’altra occasione invece, la “dama nera” è più esplicita, al “Cavaliere” – così viene spesso chiamato l’imprenditore – anticipa che il nuovo ad di Anas dovrebbe essere «Armani di centrodestra… 99%», ma per quanto riguarda il presidente chiede a lui «interessarsi… per conoscere l’evoluzione dei nominativi – sintetizzano gli investigatori – Antonella aggiunge che sono del gruppo di Gasparri ex An, vicini al corpo della Guardia di finanza».

 

ALFANO SE N’È LAVATO LE MANI Le manovre dei due non sono andate a buon fine. Armani, come previsto, è stato nominato al posto di Ciucci e la dama nera è preoccupata della possibile nomina a direttore generale di Conforti. Sarebbe la fine del sistema messo in piedi dalla Accroglianò, che al Cavaliere dice: «Lei deve fare di tutto… non siamo riusciti ad avere il presidente… ma a questi gli dobbiamo fare un mazzo tanto… non è possibile sto schifo… qua rischiamo che sono questi due grossi gruppi che si prendono le chance sull’impresa… sull’azienda… eh!… lei mi ha capito quello che io sto dicendo (…) qui si rischia che questi grossi gruppi… (incomprensibile)… mi ha capito, no?». La “dama nera” ipotizza una serie di soluzioni per tentare di salvare il salvabile, suggerisce che Armani verrà verosimilmente chiamato dai politici per le congratulazioni di rito, dunque si potrebbe chiedere ad Alfano di parlarci, ma Ricciardello taglia corto: «Ha sbagliato tutto lavandosi le mani». Sconfortata, dopo aver chiesto all’imprenditore di presentarle le due nuove consigliere d’amministrazione, la Accroglianò propone una nuova strategia per limitare i danni. L’obiettivo è screditare i dirigenti che i nuovi vertici potrebbero nominare, Conforti e Liani.

 

LA MACCHINA DEL FANGO «L’allarme che dobbiamo dare… è che questi due grossi… tra virgolette… si pappano tutto». E con l’imprenditore insiste: «Lei deve fare di tutto… lei deve dire ad Alfano – questa cosa mi devi aiutare – eh, scusi… ma non può andare a parlare con il ministro?… dicendo – lì dentro… uno… due persone non debbono passare… uno e due… ha fatto il crack Alitalia (Conforti, ndr).. e fa il direttore generale?». Anche lei continuerà a manovrare e farà di tutto «attraverso altre situazioni per non farli chiudere… anche attraverso… anche attraverso la Guardia di finanza», ma i contatti politici di Ricciardello sono fondamentali per l’esito della manovra. E all’imprenditore suggerisce addirittura le parole appropriate da dire: «Senti, non mi avete messo il presidente mio… lì rischiamo che io sto fuori», aggiungendo «tu devi andare da Renzi a dire che lì dentro c’è il veto per due persone… il veto… per Conforti, che è un disonesto… ha fatto fallire il 70% delle imprese… e che è alleato con questi grossi gruppi». Al momento, non è dato sapere se e in che misura i due abbiano raggiunto il proprio obiettivo o se i politici a vario titolo chiamati in causa si siano effettivamente attivati perché si concretizzassero i desiderata della “dama nera” e del Cavaliere. Ma quella scritta dalla Procura di Roma, giorno dopo giorno, si conferma una classica squallida vicenda di corruzione, destinata –pare – a far tremare anche le alte sfere.

 

a. c.







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