Mancano i ricettari? Colpa della Regione

REGGIO CALABRIA La mancanza dei ricettari (cartacei) a Reggio è un problema che nasce da una questione finora rimasta colpevolmente irrisolta. La Calabria, infatti, è l’unica regione d’Italia a non…

REGGIO CALABRIA La mancanza dei ricettari (cartacei) a Reggio è un problema che nasce da una questione finora rimasta colpevolmente irrisolta. La Calabria, infatti, è l’unica regione d’Italia a non aver ancora adottato la ricetta elettronica (o dematerializzata). Negli studi medici, insomma, si continua a prescrivere farmaci con il caro vecchio libretto rosso. Per i pazienti cambia poco: una firma alla ricetta e arriva l’esenzione dal ticket o il semplice passepartout per acquistare i presidi medici; non così per quel che riguarda i controlli sul corretto uso dei ricettari. L’informatizzazione delle procedure potrebbe eliminare alcune distorsioni del servizio che contribuiscono ad accrescere i costi della sanità regionale. Il supporto di carta, di converso, rende molto più agevoli altre pratiche da furbastri: come, ad esempio, “somministrare” medicine ai morti, coprire furti di farmaci, indulgere in iperprescrizioni non richieste. La ricetta dematerializzata bloccherebbe ogni anomalia sul nascere, grazie all’acquisizione in tempo reale delle ricette da parte del ministero della Salute.

 

LA LEGGE La normativa che regola il processo della ricetta online è sancita da due provvedimenti legislativi e un decreto ministeriale. La legge 122 del 2010 (articolo 11) prevede che l’invio telematico delle ricette «sostituisce a tutti gli effetti la prescrizione medica in formato cartaceo».
In attuazione di questa norma è stato poi approvato il decreto del 2 novembre 2011 (Progetto tessera sanitaria). Subito dopo l’Agenda digitale (decreto legge 179 del 2012, convertito il 17 dicembre dello stesso anno) ha dettato i tempi per l’attuazione del progetto, prevedendo che le prescrizioni elettroniche dovessero essere il 60% entro il 31 dicembre 2013, l’80% entro la fine del 2014 e il 90% entro il 2015.

 

COME STA LA CALABRIA In Calabria niente di tutto questo: la ricetta medica si redige come in passato. In Sicilia, solo per citare un caso, la “dematerializzazione” è in vigore da più di un anno. Ovviamente i medici non possono agire in autonomia. Perché le disposizioni statali diventino realtà c’è bisogno di attivare un iter regionale, con tanto di direttive diramate dal dipartimento Salute e, nel caso specifico, condivise anche dalla struttura commissariale che governa il comparto sanitario.

 

GLI EFFETTI Il ritardo della Regione nell’attuare le norme determina quindi l’assoluta centralità del ricettario classico. E così un semplice impedimento tecnico-logistico (la mancanza dei ricettari a Reggio trova origine in un guasto alla strumentazione dell’istituto poligrafico dello Stato unito alle condizioni meteo che hanno rallentato i trasporti) rischia di mandare in tilt il sistema, con i pazienti impossibilitati a comprare i farmaci o costretti a pagarli a prezzo pieno. E pensare che basterebbe un clic per far filare tutto liscio.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it







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