Processo Valle Oliva, confermata la presenza di fanghi industriali

COSENZA Ha confermato la presenza di fanghi industriali nelle profondità del terreno. Nella sua deposizione davanti la Corte d’Assise di Cosenza – dove si sta celebrando il processo sull’avvelenamento della…

COSENZA Ha confermato la presenza di fanghi industriali nelle profondità del terreno. Nella sua deposizione davanti la Corte d’Assise di Cosenza – dove si sta celebrando il processo sull’avvelenamento della vallata del fiume Oliva – il direttore tecnico della Tomao Abele Trivellazione, Giovanni Michele Vizziello, ha sostanzialmente ripetuto quanto già scritto nella sua relazione sull’attività svolta dalla ditta che ha appaltato i lavori di carotaggi nei siti individuati dalla Procura di Paola dove sarebbero stati interrati decine di migliaia di metri cubi di materiale contaminato da materiale tossico-nocivo e radioattivo. Il tecnico che è arrivato accompagnato da altri due suoi colleghi della società di Matera – ma che non sono stati ascoltati in aula – ha ripercorso quel lavoro minuzioso svolto per conto dell’Ispra che ha consentito di scoprire l’altissimo livello di contaminazione raggiunto nella vallata.
In aula a sostenere l’accusa, il pm della Procura di Paola Sonia Nuzzo e, oltre ai legali dei cinque imputati – l’imprenditorie edile Cesare Coccimiglio e altri quattro possessori di terreni nella vallata, tutti accusati, a vario titolo, di aver causato tra l’altro il disastro ambientale della zona e la morte in seguito ad avvelenamento delle acque – anche alcuni avvocati delle parti civili.
Dopo aver ascoltato il teste, il presidente della I sezione della Corte d’Assise di Cosenza Giovanni Garofalo ha aggiornato l’udienza al prossimo 17 novembre quando sarà sentito un altro testimone dell’accusa.

 

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it







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