Sanità, Gelli: «Il commissariamento non finirà»

CATANZARO Se dovessimo tradurre in linguaggio “renziano” le parole di Federico Gelli, responsabile nazionale sanità del Partito democratico, potremmo racchiudere tutto in un hashtag che potrebbe essere “#PdCalabriaStaiSereno”. Gelli ha infatti…

CATANZARO Se dovessimo tradurre in linguaggio “renziano” le parole di Federico Gelli, responsabile nazionale sanità del Partito democratico, potremmo racchiudere tutto in un hashtag che potrebbe essere “#PdCalabriaStaiSereno”.

Gelli ha infatti stroncato, senza mezzi termini, le speranze di Mario Oliverio, Ernesto Magorno ed Enzo Bruno sulla fine – a breve – del commissariamento: «Il commissariamento non può essere interrotto, lo dice la legge dello stato italiano – ha spiegato Gelli parlando ai giornalisti durante la “Leopolda” sulla sanità organizzata dal Pd calabrese –. Le condizioni della sanità calabrese dicono che la Calabria necessita ancora di un lungo commissariamento perché ce lo dicono gli indicatori (il dato sui “Lea” e il passivo di 65 milioni di euro, ndr): può piacere o meno il commissario Scura, ma non è questo il problema. La situazione non è frutto di quanto fatto da Scura nei pochi mesi dal suo insediamento, ma purtroppo è frutto di molti anni in cui la Calabria è stata abbandonata a se stessa nella gestione della sanità, con tutte le responsabilità a carico della classe dirigente politica e dei commissari che non hanno fattto molto probabilmente il loro dovere. Il commissariamento deve purtroppo fare un lunghissimo lavoro, piuttosto auspico che si trovi un equilibrio e una collborazione tra il lavoro del commissario e quello della Regione: se remano entrambi nella stessa direzione, c’è la possibilità che i risultati arrivino prima, ma se si creano dei meccanismi di competizione incomprensibili, questo è un danno per l’intera collettività. Questa situazione è un grande spreco e un grande male per la Calabria. L’interesse del Pd è che la Calabria torni a essere una regione in cui i cittadini abbiano garanzia di poter essere assistiti per qualunque esigenza sanitaria senza essere costretti a emigrare. La Calabria ha ottimo professionisti che però non sono stati gestiti bene».

Ma a parte la netta chiusura sulla querelle sul commissariamento, la valutazione di Gelli e quindi del Pd nazionale sull’operato di Scura e Urbani porta con sé il segno più: «Nel merito delle questioni, esprimo un giudizio positivo sul lavoro svolto dal commissario ma non perché Scura abbia la bacchetta magica per risolvere in pochi mesi i drammi che si sono consumati negli anni passati, ma gli indicatori che ci sono sono positivi: lo sblocco del turnover ottenuto dall’ufficio commissariale, ad esempio, permetterà di riattivare dei servizi che finora erano stati sospesi. L’indebitamento è poi andato diminuendo rispetto allo scorso anno, così come la spesa farmaceutica: sono indicatori positivi, anche se non per questo stiamo tranquilli. Sappiamo che si può fare di più e meglio, anzi il commissario lo deve fare e per questo il governo nazionale deve stare con il fiato sul collo del commissario stesso e della Regione affinché si raggiungano risultati migliori». 

Insomma, le parole di Gelli sono pietre che infrangono i sogni di libertà del Pd regionale e del governatore Oliverio, da sempre in sintonia nel chiedere la fine del commissariamento. Desiderio confermato, ancora una volta, dal segretario provinciale del partito e presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno: «La prima cosa che mi sento di dire – ha esordito aprendo i lavori della “Leopolda” – è di abbandonare il commissariamento, tutto deve tornare ai legittimi rappresentanti eletti dal popolo calabrese». Più distanti di così, si muore: il Pd calabrese ritiene di avere le carte in regola per gestire la sanità, il governo – e quindi il Pd nazionale – stroncano, ancora una volta, ogni velleità di sorta. Federico Gelli non lo ha detto chiaramente, ma a leggere tra le righe sembra abbastanza chiaro che Magorno, Oliverio e tutti gli altri esponenti del Partito democratico calabrese debbano mettersi l’anima in pace e far buon viso a cattivo gioco. 

Alessandro Tarantino

a.tarantino@corrierecal.it







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