Bimba muore per le esalazioni dell’impianto di riscaldamento

BUONVICINO Potrebbero essere state le esalazioni da monossido di carbonio, emesse dall’impianto di riscaldamento la causa del decesso della bimba di 6 anni trovata morta lunedì mattina a Buonvicino, centro…

BUONVICINO Potrebbero essere state le esalazioni da monossido di carbonio, emesse dall’impianto di riscaldamento la causa del decesso della bimba di 6 anni trovata morta lunedì mattina a Buonvicino, centro che affaccia sul Tirreno cosentino. La piccola, Gaia Piccaro, è stata rinvenuta sul letto accanto alla madre, Romina Maiolino, ricoverata in ospedale con chiari sintomi di intossicazione. A compiere la terribile scoperta il cognato della donna che ha provveduto ad allertare il 118 per prestare i primi soccorsi. I sanitari giunti sul posto non hanno potuto far altro che accertare la morte della piccola, mentre la madre, 36enne separata dal marito, è stata trasferita in elicottero all’ospedale “Annunziata” di Cosenza dove è ricoverata in prognosi riservata.
Nell’abitazione dove è avvenuta la tragedia, in località Mezzane, oltre al cognato sono arrivati i nonni paterni e materni che vivevano nella palazzina dove si è verificato l’incidente. Sul posto si sono recati i carabinieri del luogo e il pm di turno Maria Camodeca che assieme al procuratore capo di Paola Bruno Giordano stanno coordinando le indagini. Dalle prime analisi compiute sul corpicino della piccola dal medico legale – intervenuto anch’esso sul posto – non emergerebbe alcun segno di violenza, mentre sarebbero visibili gli effetti dell’intossicazione da esalazioni di monossido di carbonio. E in giornata una squadra dei vigili del fuoco è arrivata nella palazzina per verificare l’intero impianto di riscaldamento della struttura dove è avvenuta la tragedia.
Per questo gli inquirenti propendono come causa di morte per l’incidente domestico legato appunto al malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento. L’impianto è allacciato a un bombolone di Gpl esterno all’abitazione. Prima di disporre l’autopsia gli investigatori attendono che la madre riprenda coscienza per comprendere l’esatta dinamica dell’incidente. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Scalea, coordinati dal capitano Alberto Pinto.

Roberto De Santo
r.desanto@corrierecal.it







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