Bimba morta a Buonvicino, la madre esce dalla rianimazione

COSENZA Migliorano le condizioni di salute di Romina Maiolino, la mamma della piccola Gaia Piccaro, la bimba di sei anni trovata morta nella sua casa di Buonvicino, sul Tirreno cosentino….

COSENZA Migliorano le condizioni di salute di Romina Maiolino, la mamma della piccola Gaia Piccaro, la bimba di sei anni trovata morta nella sua casa di Buonvicino, sul Tirreno cosentino. La piccola è deceduta, lo scorso 28 dicembre, probabilmente per le esalazioni da monossido di carbonio, emesse dall’impianto di riscaldamento della palazzina in cui vivevano. La piccola è stata rinvenuta sul letto accanto alla madre, che venne ricoverata subito nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cosenza. Già dal primo gennaio la giovane mamma sta meglio, tant’è che questa mattina è stata trasferita dalla Rianimazione dell’Annunziata in un altro reparto. La 36enne sta meglio, risponde alle terapie anche se ancora deve prendere coscienza di quanto accaduto. Intanto, proseguono le indagini – coordinate dal procuratore capo di Paola Bruno Giordano e dal sostituto Maria Camodeca – per cercare di capire quanto accaduto. In particolare, sono all’opera i tecnici dei vigili del fuoco che stanno cercando di accertare la causa del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento, che è allacciato a un bombolone Gpl esterno all’abitazione. Si tratta di una serie di perizie tecniche e di sopralluoghi nello stabile in cui Romina Maiolino abita.
A compiere la terribile scoperta è stato il cognato della donna che ha provveduto ad allertare il 118 per prestare i primi soccorsi. I sanitari giunti sul posto non hanno potuto far altro che accertare la morte della piccola, mentre la madre, 36enne separata dal marito, è stata trasferita in elicottero all’ospedale “Annunziata” di Cosenza.
Nell’abitazione dove è avvenuta la tragedia, in località Mezzane, oltre al cognato sono arrivati i nonni paterni e materni che vivevano nella palazzina dove si è verificato l’incidente. Dalle prime analisi compiute sul corpicino della piccola dal medico legale – giunto sul posto – non emergerebbe alcun segno di violenza, mentre sarebbero visibili gli effetti dell’intossicazione da esalazioni di monossido di carbonio.
Sulla vicenda indagano i carabinieri di Scalea, coordinati dal capitano Alberto Pinto e dal comandante provinciale del Reparto operativo di Cosenza Milko Verticchio.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it







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