Chiesti 48 anni in Appello per la cosca Tripodi

CATANZARO Quarantotto anni di carcere. Questa, in totale, la richiesta del procuratore generale Salvatore Curcio nel corso della requisitoria del processo d’appello “Lybra” che vede sul banco degli imputati esponenti…

CATANZARO Quarantotto anni di carcere. Questa, in totale, la richiesta del procuratore generale Salvatore Curcio nel corso della requisitoria del processo d’appello “Lybra” che vede sul banco degli imputati esponenti e sodali della cosca Tripodi di Vibo Valentia. La sentenza di primo grado, in sede di rito abbreviato, lo scorso 4 febbraio, si era conclusa con sei condanne e un’assoluzione e un totale di 34 anni e 4 mesi di pene inflitte. I reati contestati dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, erano associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, frode nelle pubbliche forniture, usura, rapina ed estorsione.
Il pg Curcio ha chiesto 10 anni di reclusione per Antonio Mario Tripodi e Sante Mario Tripodi (condannati rispettivamente a 7 anni e 4 anni e 8 mesi); 12 anni per Salvatore Vita (9 anni in primo grado); 8 anni per Massimo Murano (condannato a 3 anni in primo grado per tentata estorsione e assolto dal reato di associazione mafiosa); 4 anni per Gregorio De Luca (2 anni e 8 mesi) e 4 anni per Francesco Lo Bianco unico assolto dal gup e per il quale anche il pm Bruni aveva chiesto una pena di 4 anni. Il collegio difensivo – composto dagli avvocati Sergio Rotundo, Anselmo Torchia, Giuseppe Bagnato e Domenico Anania – prenderà la parola il prossimo 21 gennaio.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it





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