Macellazioni irregolari, alla sbarra i veterinari dell’Asp di Cosenza

PAOLA Finiranno alla sbarra veterinari e dirigenti dell’Asp di Cosenza per l’inchiesta sulle irregolarità riscontrate ai mattatoi di Fuscaldo e San Pietro in Amantea. È quanto ha deciso il gip…

PAOLA Finiranno alla sbarra veterinari e dirigenti dell’Asp di Cosenza per l’inchiesta sulle irregolarità riscontrate ai mattatoi di Fuscaldo e San Pietro in Amantea. È quanto ha deciso il gip di Paola, Marco Bilotta, che ha rinviato a giudizio cinque persone accusate a vario titolo di vari reati: dall’omissione di controlli, alla violazione delle normative ambientali al falso materiale e ideologico. Tra gli imputati anche Giuseppe Bruno, dirigente veterinario dell’Asp di Cosenza, nonché ex primo presidente della Comunità montana “Appennino Paolano” e vicesindaco di Belmonte Calabro e altri tre veterinari (Ercole Morello, Gianfranco Pascale e Francesco Rango) tutti in servizio sempre dell’Azienda sanitaria cosentina. Alla sbarra anche Peppino Pastura, titolare del mattatoio di Fuscaldo.
La vicenda di quest’ultima struttura destò scalpore. Nel corso di due sopralluoghi effettuati nel marzo del 2013, gli uomini del Nucleo antisofisticazione (Nas) dei carabinieri di Cosenza, gli ispettori dell’unità di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Azienda sanitaria provinciale bruzia, il personale della Guardia costiera di Paola e del nucleo Ambiente della Procura di Paola avrebbero rinvenuto di tutto. Anche carni fresche, pronte per essere immesse sul mercato locale, accanto a resti animali in stato di decomposizione. Gli inquirenti avrebbero accertato anche la sparizione di oltre 4,5 milioni di litri di reflui provenienti dal mattatoio di cui si sarebbero perse le tracce.
Da qui la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Teresa Valeria Grieco per conto della procura di Paola accolta dal gip. La prima udienza del processo si terrà nel palazzo di Giustizia di Paola il prossimo 9 novembre.

rds







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