L’ex Legnochimica inguaia Manna

COSENZA La Procura di Cosenza ha notificato un avviso di chiusura indagini nei confronti del sindaco di Rende Marcello Manna nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta mancata bonifica dell’area dell’ex Legnochimica. Il…

COSENZA La Procura di Cosenza ha notificato un avviso di chiusura indagini nei confronti del sindaco di Rende Marcello Manna nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta mancata bonifica dell’area dell’ex Legnochimica. Il reato contestato è l’omissione di atti d’ufficio. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Manzini che da mesi sta seguendo con attenzione il caso. Non è escluso che l’inchiesta possa allargarsi.

LE ANALISI SUI POZZI Da lunedì hanno preso il via le analisi affidate al professore Giovanni Sindona del dipartimento di Chimica dell’Unical. L’obiettivo è quello di accertare il livello di inquinamento dell’ex Legnochimica, chiusa da anni e sequestrata nei mesi scorsi dagli uomini del Nipaf (il Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale) perché la falda acquifera è risultata fortemente inquinata da metalli pesanti.
Gli accertamenti del professore Sindona stanno riguardando i laghi e i pozzi dell’area in cui non sono mai state eseguite operazioni di bonifica o messa in sicurezza, che è stata periodicamente interessata da fenomeni di incendio, dovuti alla combustione dei rifiuti che hanno sprigionato nell’aria sostanze tossiche. Un fenomeno che non è passato inosservato e che ha visto la denuncia in passato di amministratori e cittadini.

ALTRI INDAGATI La Procura, nei mesi scorsi, ha iscritto nel registro degli indagati Pasquale Bilotta in qualità di liquidatore rappresentante della società Legnochimica e i suoi due soci, difesi dall’avvocato Pietro Perugini. Secondo l’accusa, Bilotta avrebbe omesso di provvedere alla bonifica dell’area dove c’è l’ex stabilimento, a contrada Lecco di Rende. La Procura sta lavorando per accertare le responsabilità della omessa bonifica dell’area che da anni e’ interessata da fenomeni di inquinamento.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it







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