Catturato il latitante Maiolo, si nascondeva ad Acquaro

ACQUARO La sua cattura rappresentava una priorità per le forze dell’ordine, specie dopo la recrudescenza della faida che da decenni insanguina le Preserre vibonesi. E questa mattina i carabinieri della stazione…

ACQUARO La sua cattura rappresentava una priorità per le forze dell’ordine, specie dopo la recrudescenza della faida che da decenni insanguina le Preserre vibonesi. E questa mattina i carabinieri della stazione di Arena e della compagnia di Serra San Bruno hanno raggiunto l’obiettivo: il 37enne Francesco Maiolo, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca, è stato scovato dagli uomini guidati dal maresciallo Carmine Napolitano e dal capitano Mattia Losciale nell’abitazione della cognata, nel centro abitato del suo paese, Acquaro.
Maiolo era latitante dal 14 settembre del 2015. All’epoca l’uomo, che era in regime di arresti domiciliari, ruppe il braccialetto elettronico attraverso cui veniva tenuto sotto controllo e si diede alla latitanza, appena poche ore prima che la Cassazione confermasse per lui la condanna a due anni e sei mesi per associazione mafiosa rimediata, nel luglio 2014, a conclusione del secondo grado del processo scaturito da “Luce nei boschi”, la maxioperazione che ha coinvolto boss e affiliati dei clan delle Preserre. Al di là del residuo di pena da scontare, però, il 37enne è ritenuto dagli inquirenti un elemento carismatico e socialmente molto pericoloso.
Francesco Maiolo è figlio di Rocco, il boss di Acquaro che si rese irreperibile, anche lui mentre era in regime di arresti domiciliari, nell’aprile del 1990, ma che non fu mai più ritrovato perché, come in seguito accadde anche al fratello Antonio, fu verosimilmente vittima della lupara bianca nell’ambito della “faida di Ariola” che contrapponeva la sua famiglia a quella dei Loielo di Gerocarne. Una guerra di ‘ndrangheta che continua ancora oggi, con gli eredi dei Loielo contrapposti al clan Emanuele, di cui i Maiolo sono ritenuti alleati.

Sergio Pelaia
s.pelaia@corrierecal.it







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