Ecoreati, Calabria sul podio. Dei peggiori



LAMEZIA TERME Quasi 500 infrazioni (487, per la precisione), 505 denunce e 117 sequestri. Sono questi i numeri che mettono la Calabria al secondo posto (dopo la Campania) per numero…

LAMEZIA TERME Quasi 500 infrazioni (487, per la precisione), 505 denunce e 117 sequestri. Sono questi i numeri che mettono la Calabria al secondo posto (dopo la Campania) per numero di illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2015 all’interno del Rapporto Ecomafia 2016.
A offrire un quadro generale della situazione nella nostra regione dei disastri ambientali, Andrea Dominjianni, vicepresidente di Legambiente Calabria, intervenuto al festival Trame nell’incontro dedicato alla presentazione del rapporto. «Del problema dei rifiuti in Calabria se ne parla ad ondate, come il caso della nave dei veleni o del caso Marlane, che hanno visto un calo dell’attenzione negli anni – dice il vicepresidente –. Ma negli ultimi tempi l’interesse verso il territorio ha avuto un’evoluzione e il caso della discarica di Battaglina ne è un esempio, con una grande presa di posizione da parte dei cittadini».
Dominjianni, se da una parte elogia la buona risposta dei cittadini ad una differenziata «fatta bene e in nome della legalità» e che a oggi copre circa il 70% dei comuni, non risparmia però qualche critica alla politica calabrese, che pone poca attenzione ai problemi dei rifiuti e più in generale al problema ambientale: «C’è una vacatio assoluta in termini di decreti da parte della Regione. Ciò fa sì che i nostri rifiuti vengano smaltiti in altre regioni dove producono ricchezza».
Di un cambiamento etico da parte dei cittadini, ne ha parlato anche il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, che nella presentazione dei dati ha portato anche la sua lunga esperienza di magistrato nella terra dei fuochi in Campania, negli anni del vuoto normativo riguardante i reati ambientali. «Solo ora – ha detto – si sta formando una cultura dell’ambiente. La legge è fondamentale ma non sufficiente, perché tutto ciò che modifica il nostro territorio deve essere punito», ha precisato il magistrato.
I numeri sono stati presentati durante il Festival Trame in anteprima da Legambiente mentre il rapporto ufficiale sarà presentato il 5 luglio a Roma. L’occasione ha dato la possibilità anche di tracciare un bilancio del primo anno dall’approvazione della legge sugli ecoreati, approvata il 19 Maggio del 2015. «Una maratona lunghissima iniziata nel ’94, quando i reati contro l’ambiente erano solo di natura contravvenzionale, quindi dei reati di serie B – ha spiegato Stefano Ciafani, direttore nazionale di Legambiente –. Insieme a noi in questi lunghi anni hanno corso insieme magistrati, forze dell’ordine e tante associazioni di categoria, ma anche cittadini e studenti. Soprattutto c’erano quelle aziende sane che venivano penalizzate».
Ciafani snocciola infine anche i dati a livello nazionale dei reati che minacciamo l’ambiente: «In otto mesi sono stati accertati 947 ecoreati, denunciate 1185 persone e sequestrati 229 beni. In 118 casi è stato contestato il delitto di inquinamento e per 30 volte il disastro ambientale».

Adelia Pantano
redazione@corrierecal.it

 







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