Badante uccisa, Spagnuolo: daremo la caccia agli orchi

COSENZA «Vicende come quelle di Acri dimostrano come ancora, in particolare in questi territori, la donna viene considerata un oggetto e c’è l’orco in circolazione». Così il procuratore capo di…

COSENZA «Vicende come quelle di Acri dimostrano come ancora, in particolare in questi territori, la donna viene considerata un oggetto e c’è l’orco in circolazione». Così il procuratore capo di Cosenza, Mario Spagnuolo, ha definito in conferenza stampa l’omicidio avvenuto nella notte di venerdì nel Cosentino nel quale è stata uccisa una badante bulgara, T. N. di 58 anni. La donna sarebbe stata accoltellata da Angelo Brogno, 78enne del luogo, di cui lei si prendeva cura da appena dieci giorni. Nei suoi confronti la Procura ha emesso un provvedimento di fermo per omicidio aggravato da futili motivi. Che, nelle prossime ore, dovrebbe essere convalidato dal gip. Brogno – che nell’immediatezza dei fatti ha chiamato il 118 fornendo una sua versione dei fatti ai carabinieri («siamo stati aggrediti da una banda di malviventi») – nella colluttazione con la donna è rimasto ferito e ha subito un intervento chirurgico. Al momento si trova ricoverato nell’ospedale di Acri.

IL LAVORO DEGLI INQUIRENTI Il neoprocuratore capo di Cosenza ha convocato, nella sala riunioni della Procura, una conferenza stampa per fornire i dettagli della vicenda e «fare in modo che questo ufficio sia un palazzo di vetro per i cittadini che devono essere informati attraverso la stampa. La nostra collaborazione è massima, ma allo stesso tempo chiediamo rispetto per ciò che riguarda indagini in corso». Il procuratore Spagnuolo ha evidenziato il «lavoro eccezionale condotto dall’Arma dei carabinieri» e dal sostituto Donatella Donato: «Sono onorato di dirigere questo ufficio e sono molto soddisfatto del lavoro dalla collega. C’è ancora l’orco che gira nella regolamentazione dei rapporti tra uomo e donna. Continuano a verificarsi episodi che vedono la donna come oggetto. E noi saremo instancabili nel reprimere questo genere di reati. Quello di Acri è stato un omicidio efferato e lucido». Anche il procuratore aggiunto Marisa Manzini ha spiegato che anche «in questo caso siamo di fronte a una forma di femminicidio. La badante arrivava dalla Bulgaria e l’uomo non era estraneo a episodi del genere in passato. Dobbiamo prestare molta attenzione nei confronti di tali soggetti soprattutto in un territorio come questo che presenta molte criticità». Le indagini sono state condotte dal sostituto procuratore di turno Donatella Donato che ha emesso nei confronti di Brogno un provvedimento di fermo per omicidio aggravato da futili motivi. «Abbiamo emesso un provvedimento di fermo – ha detto il pm Donato – perché aveva elementi sufficienti. Ora aspettiamo la convalida del fermo. Voglio ringraziare il procuratore capo e l’aggiunto per averli svegliati nel cuore della notte e avere avuto il loro supporto e un grazie al lavoro dei carabinieri. Ci sono indagini in corso e diversi sono gli elementi che stiamo verificando».

LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO Il comandante provinciale dei carabinieri Fabio Ottaviani e il maggiore Michele Borrelli hanno ricostruito la dinamica del delitto: l’anziano avrebbe voluto fare sesso con la donna e al suo rifiuto l’ha accoltellata. Il cadavere è stato trovato fuori dall’abitazione e accanto c’era Brogno che riportava ferite da arma da taglio. «Il nostro obiettivo – ha detto il comandante Ottaviani – è stato quello di dare una risposta rapida ai cittadini. Negli ultimi tempi, nel Cosentino, si sono verificati episodi simili come l’omicidio della dottoressa di Cetraro e il delitto di Belvedere. Proprio per la delicatezza del caso, siamo intervenuti con cautela e in modo accurato. Non esistono omicidi facili e omicidi difficili». «La donna – ha spiegato il maggiore Borrelli – è morta a seguito delle ferite di arma da taglio. Siamo riusciti a isolare la zona e fotografare la scena del delitto. Ora sarà cura del consulente tecnico fare una serie di riscontri. L’aggressione potrebbe essere avvenuta nel cucinino, al piano terra, almeno considerando le macchie di sangue trovate. Il cadavere è stato rinvenuto fuori dell’abitazione, a metà della stradina adiacente l’abitazione. L’anziano ha chiamato il 118 e i colleghi della stazione di Acri lo hanno trovato ferito su una panchina nei pressi del cadavere». 
La badante è stata uccisa con un coltello, ma – ha precisato Spagnuolo – «verranno analizzati tutti gli oggetti da taglio trovati in casa. La scena che i carabinieri si sono trovati di fronte non era semplice: c’erano tante macchie di sangue. In questo tipo di delitti le prove scientifiche sono determinanti. Da qui la bravura dei carabinieri nel verificare sin da subito le tracce ematiche. Anche i precedenti dell’uomo – condannato in primo grado per tentata violenza ai danni di una badante rumena e rinviato a giudizio per un altro episodio simile – lasciano intendere che quella sera vi sia stata una richiesta di sesso. E il rifiuto dato dalla donna all’orco avrebbe provocato quella reazione. La vittima aveva ferite da difesa e almeno quattro grandi ferite da taglio, di cui una al basso ventre che ha reciso la femorale. Probabilmente la badante ha cercato di afferrare il coltello per difendersi».
«Sono qui da pochi giorni – ha concluso Spagnuolo – e ho appena sfogliato i fascicoli che riguardano i reati di stalking e violenza di genere: nell’ultimo anno si registrano circa 130 casi nel Cosentino. Non ci sono strumenti per arginare il fenomeno e noi non possiamo sempre esercitare l’azione penale. Certo, se funzionassero i servizi sociali sarebbe tutto più semplice».

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it





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