REGHION | Smantellato comitato d’affari che condizionava il Comune

REGGIO CALABRIA Dieci persone sono state fermate fra in Reggio Calabria, Roma, Milano, Brescia e Crotone perchè ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà…

REGGIO CALABRIA Dieci persone sono state fermate fra in Reggio Calabria, Roma, Milano, Brescia e Crotone perchè ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Fra i dirigenti comunali fermati c’è anche il potentissimo Marcello Cammera, per anni responsabile dei Lavori Pubblici, poi spostato – non senza frizioni – al settore Cultura, per ordine del sindaco Giuseppe Falcomatà. Sono invece Vincenzo e Domenico Barbieri, e Alberto e Mario Scambia gli imprenditori cui il comitato d’affari assegnava appalti e lavori, aggirando le normative antimafia, mentre un nuovo provvedimento di fermo è stato notificato in carcere all’ex deputato Psdi, già condannato definitivo per concorso esterno, Paolo Romeo.  Al centro delle indagini della Dda, c’è però anche l’attività di due società, operanti nel settore della depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato, cui è stata contestata la violazione amministrativa del Codice di responsabilità degli Enti Locali.
«Questa è un’altra operazione che ricostruisce le attività di un’associazione segreta che per lungo tempo ha condizionato il Comune di Reggio Calabria e le altre istituzioni», spiega il procuratore capo della Dda, Federico Cafiero de Raho. Un seguito, dunque, dell’operazione Fata Morgana, che circa due mesi fa ha svelato l’esistenza di una loggia segreta, per gli inquirenti guidata da Paolo Romeo, che per anni ha tessuto una fitta trama di rapporti e relazioni nelle istituzioni locali e non solo, per favorire i clan. Proprio Marcello Cammera – è emerso dalle informative agli atti di quell’indagine – era per Romeo un interlocutore privilegiato, a lui legato da un rapporto tanto confidenziale da consentire all’ex deputato di apostrofare in malo modo il dirigente quando non eseguiva le sue direttive. «Marcello, ma che cazzo mi combini, figlio?», lo hanno ascoltato dire gli investigatori che per lungo tempo hanno intercettato Romeo. Una frase che per gli inquirenti da il metro del rapporto fra i due, ma permette solo di immaginare l’attività di Cammera all’interno del Comune. A limitarne lo strapotere, ci ha provato per mesi l’assessore ai Lavori Pubblici, Angela Marcianò, entrata in rotta di collisione con quel dirigente che pur trasferito ad altro settore non ha mai voluto abbandonare il ruolo di rup di diversi appalti.
Al centro degli approfondimenti della Dda è finito anche – anticipa il procuratore capo della Dda – Al centro dei nostri approfondimenti – ha aggiunto il procuratore Cafiero de Raho –«l’appalto per la depurazione delle acque, come per la costruzione e conduzione degli impianti». 
Avviata sin dal 2013 dal Reparto Operativo dei Carabinieri reggini, l’attività d’indagine, mirata a verificare il buon andamento del settore lavori pubblici del comune di Reggio Calabria, ha dimostrato l’esistenza di un “comitato d’affari”, composto da dirigenti e funzionari pubblici e imprenditori, capace di gestire la “macchina amministrativa comunale” nell’interesse della ‘ndrangheta, che riusciva ad orientare, aggirando ed eludendo la normativa antimafia, la concessione di appalti multimilionari in favore di holding imprenditoriali riconducibili alla ‘ndrangheta.
Contestualmente si sta procedendo al sequestro preventivo di 15 società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e di due esercizi pubblici riconducibili ad alcuni degli indagati, per un valore economico complessivo stimato in circa 42.500.000 euro. I particolari dell’operazione “Reghion” saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria alle ore 10:40 odierne.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it







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