Il fantasma calabrese che riempie l’Italia di coca

LAMEZIA TERME Nicola Assisi è uno dei più importanti broker mondiali della coca. È anche un fantasma: negli ultimi 20 anni è riuscito a sparire più volte di quante non…

LAMEZIA TERME Nicola Assisi è uno dei più importanti broker mondiali della coca. È anche un fantasma: negli ultimi 20 anni è riuscito a sparire più volte di quante non sia stato fermato dagli inquirenti che ne seguono gli spostamenti. Utilizza tutto l’armamentario del caso: chat criptate, movimenti continui, coperture e agganci nel “Cono Sur”, la parte più meridionale dell’America Latina. Quella che chiamano anche “Narco Sur” per la crescente importanza che riveste per il traffico di droga. È lì che Assisi fa affari lasciando pochissime tracce.
I fornitori brasiliani gli consegnano a mano un pezzo di legno dove è inciso il numero del container e lui lo comunica con la messaggistica criptata ai calabresi che devono recuperare il carico. Il tocco vintage del legno e le tecnologie più avanzate: la flessibilità è una delle chiavi per sopravvivere nella giungla globale dei narcos.

legno per coca
(I “pizzini” in legno con le indicazioni dei container in cui è contenuta la coca)

Assisi, le cui ultime apparizioni sui radar degli investigatori sono tracciate nell’ultimo numero dell’Espresso, arriva da lontano. Da Grimaldi, in provincia di Cosenza. Ma la sua parabola criminale – che l’Espresso ricostruisce assieme ai centri di giornalismo d’inchiesta Irpi e Correctiv – è legata a doppio filo con le cosche reggine. Era il vice di Pasquale Marando, il primo a fare accordi direttamente con i cartelli colombiani in Sudamerica, aumentando i margini di profitto per i clan. Nel 2002, dopo l’assassinio del boss, Assisi (che oggi ha 58 anni) eredita alleati e compratori: è l’unico in grado di portare avanti il business. Ma non è un neofita e, soprattutto, ha già frequentato le aule di giustizia. Nel 1997, quando per gli uomini dell’Antimafia è soltanto un nome – “il nipote” –, la Dia di Torino lo becca mentre aspetta un carico di 200 chili di coca. Bingo. Cerca di rubare una volante dando un pugno a un poliziotto, tanto per capire che tipo è. Il processo va avanti a lungo. Per il broker la condanna definitiva arriva nel 2007, quando ormai ha un ruolo chiave nei traffici della ‘ndrangheta: 14 anni che non sconterà mai. Quattordini anni da latitante. Dieci giorni prima della sentenza scompare: un fantasma. Per sei anni non si sente neppure parlare di lui. Ricompare sui radar nel 2013. Non lui direttamente, ma il figlio Patrick. È a Torino per conto di suo padre: in un ristorante del centro chiude accordi con le cosche del Reggino. Alvaro e Aquino si aggiudicano la coca sudamericana mentre i finanzieri ascoltano tutto. E scoprono altro: per esempio che la famiglia Assisi, ufficialmente senza reddito, vive nel lusso: macchinoni, voli intercontinentali e una villa in affitto a Lisbona per l’estate a 10mila euro al mese.
Lustrini e paillettes in Europa, ma in Sudamerica i rapporti sono stretti con alcuni tra i gruppi criminali più pericolosi al mondo, come il Pcc (Premier comando capital) brasiliano. È nel “Narco Sur” che Assisi compare nell’estate 2014: «Sono in Paraguay – dice a un collaboratore calabrese – per i telefoni e per lavoro. Vedete che sto preparando altro…». Sono i telefoni il vero cruccio degli inquirenti: solo riuscendo a “craccare” il sistema di comunicazione del “gruppo Assisi” è stato possibile scoprire come inviassero grandissimi quantitativi di coca ogni mese in Italia. È l’inizio dell’operazione Pinocchio, che riporta Assisi in manette il 27 agosto 2014. Non gli basta il nome falso per sfuggire ai controlli dell’aeroporto di Lisbona, ma serve a poco. Il suo avvocato riesce a bruciare la richiesta di estradizione partita dall’Italia.

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(Il passaporto falso con il quale Assisi è stato fermato a Lisbona)

Il giudice portoghese si convince che non c’è pericolo di fuga e gli toglie il braccialetto elettronico. Indovinate? Assisi scompare di nuovo nel nulla e suo figlio Patrick si affretta a modificare i sistemi di comunicazione: da Blackberry ad Android. Così gli affari ricominciano.

san paolo
(Patrick Assisi ha registrato la sua nuova società a San Paolo)

Spunta una nuova traccia: Patrick registra in Brasile una piccola azienda che ufficialmente commercia cartoleria e prodotti sanitari e informatici e offre anche trasporto su gomma. Troppe cose tutte insieme: l’Espresso ha chiesto come mai agli Assisi. Nessuna risposta: i fantasmi parlano poco.

p. p. p.





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