Sisma, a Falerna la solidarietà è multietnica

LAMEZIA TERME Anche in Calabria si moltiplicano le iniziative per sostenere le popolazioni colpite dl terremoto nelle Marche. Iniziative che tentano di alleviare le sofferenze di quanti hanno perso praticamente…

LAMEZIA TERME Anche in Calabria si moltiplicano le iniziative per sostenere le popolazioni colpite dl terremoto nelle Marche. Iniziative che tentano di alleviare le sofferenze di quanti hanno perso praticamente tutto durante il sisma dei giorni scorsi che ha devastato soprattutto la cittadina di Amatrice. Così a Falerna è partita una raccolta fondi organizzata dai richiedenti asilo. In particolare venerdì sera sul lungomare della cittadina del Lametino, i richiedenti asilo ospiti degli Sprar gestiti dalla cooperativa Mediaglob, hanno deciso di devolvere in favore delle popolazioni colpite dal sisma il ricavato della manifestazione “Nice to meet you”.
Le immagini della devastazione nel centro Italia hanno risvegliato negli ospiti scene di morte, macerie e distruzione che molti di loro hanno gia’ vissuto. Da qui la decisione di sudanesi, pachistani, somali, nigeriani di preparare i loro piatti tipici come “i sambusa”, piatto tipico del Kenya. I fondi serviranno a ricostruire Amatrice, ma le offerte raccolte nei due giorni dell’iniziativa, che sarebbero dovute servire per finanziare i laboratori dei centri Sprar, sono state invece destinate alle popolazioni colpite dal sisma. Il Comune di Falerna e la proloco hanno concesso gratuitamente l’utilizzo di un chiosco e di un gazebo sul lungomare del paese tirrenico.
Mentre a Camigliatello Silano è partito un messaggio per le vittime del terremoto. In occasione dell’evento “Stelle del Sud”, l’associazione Assud si collega all’iniziativa nazionale #amatricianasolidale e invita tutti gli ospiti a consumare un piatto di amatriciana, simbolo della terra colpita dal terremoto, cucinato dallo chef calabrese Pietro Lecce. «Obiettivo – è scritto in una nota – è dare un contributo libero per le popolazioni vittime del sisma. L’amatriciana è uno dei piatti più antichi e conosciuti della cucina laziale e romana, nata dai pastori di Amatrice durante il periodo della transumanza». «Si tratta di un gesto simbolico – ha sostenuto Andrea Guccione del movimento culturale Assud – con il quale vogliamo sensibilizzare i meridionali e tutti gli italiani in generale a dare un esempio concreto di solidarietà e di sostegno. Da Camigliatello abbiamo lanciato l’idea di una #reteperilsud, oggi più che mai doverosa e opportuna per i nostri fratelli del Centro Italia con l’adesione ad #amatricianasolidale».







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto