CALABRIA VERDE | «Lavori da 50mila euro a casa di Furgiuele»

CATANZARO Un’intera squadra di operai di Calabria Verde avrebbe sistemato l’abitazione privata dell’allora direttore generale Paolo Furgiuele, ad Amantea. Spendendo forse 50mila euro, tutti a carico dell’ente regionale. L’ordinanza di…

CATANZARO Un’intera squadra di operai di Calabria Verde avrebbe sistemato l’abitazione privata dell’allora direttore generale Paolo Furgiuele, ad Amantea. Spendendo forse 50mila euro, tutti a carico dell’ente regionale. L’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto l’arresto del manager racconta nel dettaglio la “nascita” e lo svolgimento di quei lavori, che hanno messo nei guai altri due indagati (i dirigenti Marco Mellace e Alfredo Allevato). 
Ogni mattina per diversi mesi gli operai, a bordo di un Ford Transit aziendale di Calabria Verde, si mettono in viaggio per Amantea, e fanno rifornimento con una scheda carburante “Q8”, sempre in dotazione alla stessa azienda. Le tracce disseminate lungo il percorso – e seguite dagli inquirenti – sono tante: il materiale utilizzato per la ristrutturazione viene «acquistato presso alcune rivendite catanzaresi per conto di Calabria Verde». Paga l’ente che, in quello stesso periodo, stava ristrutturando la sua sede di Paola. Il problema, secondo quanto accertato dai finanzieri, è che i laminati per pavimenti destinati agli uffici dell’ente non sono mai arrivati in azienda né «tantomeno installati». In effetti, di laminati non ce ne sono «in nessuna delle sedi di Calabria Verde».
Gli operai, invece, in sette od otto, andavano al lavoro a casa del dg per cinque giorni a settimana. Il cantiere era sul lungomare della cittadina tirrenica, a pochi passi dal centro, in quella casa di circa 200 metri quadri che aveva bisogno di un bel restyling, a partire dal sottotetto, che messo piuttosto male. Lo spiega agli inquirenti un capo cantiere: «Sebbene andassimo ad Amantea – racconta – sul cosiddetto foglio firme registravamo come destinazione dello spostamento Paola. Indicavamo Paola perché lì vi è un distretto di Calabria verde con una struttura che doveva essere manutenuta. In realtà non siamo mai andati a Paola, ci fermavamo direttamente ed esclusivamente ad Amantea». 
L’elenco dei lavori non tralascia alcun particolare: «Abbiamo realizzato il sottotetto dell’abitazione con perline e lana di roccia; l’intero laminato in ogni stanza; abbiamo rivetto l’impianto elettrico dell’abitazione, l’impianto idraulico e l’impianto internet; in più una serie di modifiche strutturali e di ristrutturazione di diversi bagni presenti nell’abitazione». L’orario di lavoro? «Partivamo alle sette del mattino da Siano per recarci ad Amantea e rientravamo tra le 15 e le 17». Il racconto del capo cantiere sottolinea le presunte pressioni di Furgiuele: «Sulla porta, mi intimava di essere presente anch’io ad Amantea, perché dovevo seguire i lavori della squadra di operai presso la sua abitazione». 
L’acquisto dei materiali era a carico di Calabria Verde ma, sempre secondo l’operaio, «solo una minima parte di quel laminato è stato utilizzato per la sede di Calabria Verde di via Lucrezia della Valle di Catanzaro, mentre 15-20 metri per la sede di Siano. La restante maggior parte invece venne adoperata per l’abitazione di Amantea».
Alle rimostranze del capo cantiere («contestavo il fatto che venissimo impiegati presso l’abitazione di Amantea e non presso i cantieri di Calabria Verde»), è seguito un trasferimento («presso altri cantieri, cioè Cerva e Magisano rispetto a quelli originari di Siano, Sorbo, Tiriolo, Fossato e Pentone») che l’uomo considera punitivo, «poiché erano ben più distanti da casa mia ad Albi». I lavori, che «ammontavano a un costo di non meno di 50mila euro», si sarebbero «sviluppati da settembre 2014 a dicembre dello stesso anno». 
Le valutazioni del gip evidenziano che «il computo totale del costo accertato della manodopera e del materiale distratti a opera del Furgiuele e del Mellace può stimarsi in non meno di 32.769 euro». Costi che si traducono in pesanti ipotesi di reato: peculato e abuso d’ufficio.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it







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