CONQUISTA | Il territorio segnato con il sangue

CATANZARO Gli omicidi di Raffaele Cracolici e di Domenico Di Leo sono avvenuti a pochi mesi di distanza uno dall’altro, tra maggio e luglio 2004, ma maturati in due contesti…

CATANZARO Gli omicidi di Raffaele Cracolici e di Domenico Di Leo sono avvenuti a pochi mesi di distanza uno dall’altro, tra maggio e luglio 2004, ma maturati in due contesti differenti. È quanto è stato reso noto nel corso della conferenza stampa sull’operazione “Conquista” – condotta dai carabinieri di Vibo Valentia e coordinata dalla distrettuale antimafia di Catanzaro – che ha portato al fermo di sei esponenti del clan Bonavota.

uccisi

L’omicidio di Domenico di Leo è maturato all’interno della cosca. Il 13 gennaio 2016, per questo delitto era stato effettuato il fermo di Francesco Fortuna, incastrato dal Dna trovato nei guanti di lattice usati durante l’agguato. Il collaboratore di giustizia Andrea Mantella ha permesso di ricostruire puntualmente tutte le fasi dell’omicidio, affermando di avervi partecipato personalmente e con la presenza di una terza persona, Francesco Scrugli, deceduto. I riscontri effettuati dai militari del comando provinciale di Vibo e delle stazioni del territorio, hanno permesso di verificare l’attendibilità delle parole di Mantella. Di Leo tentava di creare uno spazio autonomo all’interno della cosca, aveva avuto incomprensioni con uno dei Bonavota per una relazione sentimentale con una parente di Di Leo, e vi erano stati una serie di attentati non autorizzati che il clan aveva attribuito alla vittima. 


popilia
(I rilievi dopo l’intimidazione al Popilia Resort)

Diverso il contesto per Cracolici, ucciso il 12 luglio 2004 nel tentativo dei Bonavota di impossessarsi dell’area di Maierato e delle sue nascenti attività commerciali, sulle quali stavano per mettere le mani i Cracolici. «A quel delitto seguirono una serie di episodi estorsivi per marcare il territorio», ha detto il procuratore vicario Giovanni Bombardieri. Tra questi anche la prima intimidazione all’imprenditore Pippo Callipo ai danni di un suo resort.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it





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