SEQUESTRO ALACO | D`Agostino: «Vibo è parte lesa»

«Il Comune di Vibo Valentia è parte lesa per le tante inadempienze contrattuali della Sorical». Il sindaco vibonese Nicola D`Agostino rompe il silenzio dopo l`avviso di garanzia ricevuto nell`ambito dell`indagine…

«Il Comune di Vibo Valentia è parte lesa per le tante inadempienze contrattuali della Sorical». Il sindaco vibonese Nicola D`Agostino rompe il silenzio dopo l`avviso di garanzia ricevuto nell`ambito dell`indagine “Acqua sporca” che ha portato al sequestro dell`invaso dell`Alaco. «Il Comune, pertanto – annuncia D`Agostino – tutelerà i propri diritti, anche di natura economica, innanzi all’autorità giudiziaria che riterrà di adire non appena gli uffici competenti saranno in grado di quantificare, anche approssimativamente, l’entità dei gravi danni subiti dal Comune». Sul futuro del servizio idrico della città il sindaco spiega: «Il sequestro ordinato dal pm è certamente finalizzato a “porre in essere tutte quelle attività indispensabili per ripristinare la funzionalità dell’intero sistema ed evitare i danni paventati, assicurando nel contempo le forniture ai singoli utenti……. Dovrà procedere ad adeguare gradualmente il sistema come da previsioni normative”. Sul punto è opportuno ricordare che l’Alaco serve diversi Comuni della Provincia di Vibo Valentia , di Reggio Calabria e di Catanzaro. Ben venga quindi qualsiasi proposta di fornitura alternativa sulla quale eventualmente aprire una discussione ed un confronto, tenendo però anche  conto degli sforzi che ora tutte le autorità competenti dovranno fare per rendere funzionale un sistema di erogazione più moderno e certamente più utile per i tanti Comuni interessati, per come in tal senso previsto dal decreto di sequestro». Poi D`Agostino risponde a chi, nei giorni scorsi, aveva chiesto le sue dimissioni: «È del tutto inaccettabile che la Cisal chieda le mie dimissioni, unitamente a quelle del resto della giunta, visto che l’avvio del procedimento giudiziario dimostrerebbe “l’inaffidabilità della classe politica che governa il palazzo di città”. La richiesta di dimissioni, peraltro già precedentemente invocata, la dice lunga sulle reali motivazioni poste a fondamento della stessa, che appare per alcuni versi del tutto incomprensibile e per altri fin troppo facilmente intuibili. A tal proposito – prosegue Nicola D`Agostino – se non ricordo male, il segretario nazionale Cisal, è anche sindaco di Dinami, Comune che sembrerebbe utilizzare acque della Sorical provenienti dal bacino dell’Alaco e, non mi risulta, che in quel Comune siano state intraprese particolari iniziative al fine di porre rimedio ad un sistema rivelatosi generalmente inidoneo». L`ultimo passaggio è dedicato alla sua posizione personale nell`inchiesta della Procura di Vibo. «Sono personalmente accusato di un’ipotesi di reato contravvenzionale condotta in ordine alla quale ritengo di poter chiarire la correttezza del mio operato in sede di interrogatorio, già fissato per il 30 maggio. Va anche chiarito, che la contestazione nei miei confronti non riguarda per nulla la gestione della rete idrica. L’ipotesi di reato, infatti, relativamente all’erogazione dell’acqua, si è focalizzata sull’invaso, sulle fonti di captazione e sui serbatoi, che, è bene ricordarlo, sono problemi di tutti i Comuni serviti dalla Sorical».





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