FALSA POLITICA | All`Unical l`esame senza sforzo per la figlia del boss

RENDE Rocco Agrippo, assessore al Demanio e al patrimonio della Provincia di Reggio Calabria, è un politico molto disponibile per le esigenze dei suoi amici. È originario di Marina di…

RENDE Rocco Agrippo, assessore al Demanio e al patrimonio della Provincia di Reggio Calabria, è un politico molto disponibile per le esigenze dei suoi amici. È originario di Marina di Gioiosa Jonica, dove, di recente, è stato eletto consigliere comunale. E tra i suoi amici nel piccolo centro c`è Rocco Aquino. Non uno qualunque: è ritenuto il boss della cosca che “governa” nella zona. Con lui, secondo gli inquirenti, Agrippo è «in stretti rapporti». E nei suoi confronti mostra «completa disponibilità». A venire incontro alla teoria dei magistrati antimafia è un`intercettazione che risale al 2007. Non si discute di lavori o appalti, ma di un esame universitario. Quello che la figlia del capobastone di Marina di Gioiosa Jonica deve sostenere all`Università della Calabria. «Occorreva che la figlia del boss – scrivono gli investigatori – superasse un esame senza disagio e sforzo alcuno e il rischio correlato di sottoporsi alle incertezze di una prova». Il politico (Agrippo) «era pronto per allestire un esame pro forma, coinvolgendo attraverso tale Gaetano di sua conoscenza il titolare della cattedra e i suoi assistenti». Queste le valutazioni, poi si entra nel campo delle indagini. Ed è bene specificare che tra il docente e il boss (così come tra il docente e lo stesso Agrippo) non sono documentati contatti diretti. Ci sono una telefonata – quella che serve per organizzare l`esame – e un riscontro – il superamento della prova da parte della studentessa. E c`è un nome, quello del docente titolare della cattedra. Ma scendiamo nel dettaglio. Lo scopo della macchinazione è che «la figlia di Aquino sostenesse un esame pro forma con gli assistenti nella sua stanza ove si sarebbe dovuta presentare la ragazza sostenendo di aver preso accordi per l`esame, con l`accordo che, se la cosa fosse emersa, si sarebbe spiegato tutto sostenendo che si era trattato di un esame straordinario per ragioni di salute». Il tenore della telefonata è sintomatico della grande confidenza tra Agrippo e “Gaetano”. E della sicurezza di riuscire nell`intento in pochissimo tempo («passa un minuto di là a poi va a lezione»). La figlia del boss dovrà andare «alle tre e mezza nella stanza del professore Rubino… lei va dal professore, lui non ci sarà, ma non ci sarà volutamente», dice “Gaetano”. Al suo posto ci saranno gli assistenti. La giovane dovrà dire di aver parlato col professore e che deve fare la prova orale. Ribadiamo, non ci sono intercettazioni dirette che coinvolgano il professore e non ci sarebbero neppure gli elementi per certificare di chi si tratti. Ma all`Unical c`è solo un professore Rubino. Si tratta di Franco, ex preside di Economia, recentemente eletto direttore del dipartimento di Scienze aziendali e giuridiche.
Le rassicurazione di “Gaetano” sono fondate («loro sanno che devono fare e chiudono la partita») e il piano va in porto. È Rocco Aquino in persona a fornire le ultime indicazioni a sua figlia («vai a bussare che c`è l`assistente e gli spieghi chi sei e chi non sei»). Tutto funziona alla perfezione. Alle 15,31 (l`appuntamento era alle 15,30, ndr) la figlia chiama Aquino e gli dà la buona notizia: ha preso 30 e si prende un «ah… brava!» in risposta. Lo direbbe ogni genitore alla propria figlia. Il massimo risultato con il minimo sforzo, come risulta dal sito dell`ateneo. Peccato per la lode, però.





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