Il dg dell’ospedale di Reggio “dimentica” di essere indagato

REGGIO CALABRIA Per quell’inchiesta, diventata pubblica a fine giugno, Frank Benedetto si era addirittura dimesso. Alla velocità della luce: appena saputo di essere nel mirino della Procura di Reggio Calabria…

REGGIO CALABRIA Per quell’inchiesta, diventata pubblica a fine giugno, Frank Benedetto si era addirittura dimesso. Alla velocità della luce: appena saputo di essere nel mirino della Procura di Reggio Calabria per la nomina del direttore amministrativo Giulio Carpentieri, il dg dell’Azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” aveva abbandonato la carica (per poi tornare sui suoi passi, convinto dal governatore Oliverio). Ma questo è successo in estate. Qualche mese dopo, esattamente quattro, Benedetto ha rimosso quelle giornate caotiche. Lo si evince dall’atto notorio firmato dal manager il 18 ottobre per richiedere l’accreditamento del reparto di Cardiochirurgia. Una lettera inviata all’Asp di Vibo Valentia (competente sulle strutture della provincia di Reggio Calabria), al commissario Massimo Scura e al dg del dipartimento Tutela della Salute, Riccardo Fatarella. È in queste poche righe che Benedetto dichiara «di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali». E allora l’inchiesta reggina sulla scelta di Carpentieri come direttore amministrativo? Possibile che sia stata già archiviata senza che se ne sia saputo nulla?

benedetto

L’INDAGINE Il dg, stando a quanto noto, è indagato per abuso d’ufficio assieme al capo dipartimento dell’area amministrativa Giuseppe Neri e al direttore sanitario Sayd Al Sayyad. Carpentieri, per la Procura di Reggio, non avrebbe potuto assumere l’incarico assegnatogli da Benedetto in quanto privo dei requisiti necessari, tra cui «lo svolgimento di qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa, con diretta responsabilità delle risorse umane strumentali, per un periodo di almeno cinque anni nell’ambito di enti e strutture sanitarie pubbliche o private di media o di grande dimensione». Questa condizione era obbligatoria anche per l’avviso pubblico emesso dalla giunta Oliverio per la formazione dell’elenco di riferimento, il cilindro da cui Benedetto ha tirato fuori Carpentieri. L’illegittimità nella nomina, peraltro, è stata messa nero su bianco anche dall’Avvocatura della Regione. Non per una questione di titoli; i legali hanno sollevato il problema della sua durata. Carpentieri, essendo in quiescenza, avrebbe potuto essere assumere il ruolo di direttore amministrativo per un solo anno, e non tre come disposto da Benedetto. Ma questa è un’altra storia. Forse entrerà nell’inchiesta della magistratura. Quell’inchiesta che il dg non ha menzionato nella sua dichiarazione all’Asp di Vibo Valentia. (ppp)





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