«Nella tendopoli di Rosarno condizioni igieniche disastrose»

ROSARNO È ancora emergenza nella tendopoli di Rosarno, dove sono più di duemila i migranti accampati nella tendopoli e nella fabbrica occupata in condizioni igieniche disastrose. A denunciarlo è l’associazione “Medici…

ROSARNO È ancora emergenza nella tendopoli di Rosarno, dove sono più di duemila i migranti accampati nella tendopoli e nella fabbrica occupata in condizioni igieniche disastrose. A denunciarlo è l’associazione “Medici per i diritti umani”, che chiede «misure immediate per assicurare condizioni dignitose ai lavoratori giunti nella Piana di Gioia Tauro per la stagione agrumicola». «Il Protocollo operativo sottoscritto quasi un anno fa nella Prefettura di Reggio Calabria con Regione e Comuni – continua “Medici per i diritti umani” – è rimasto lettera morta. Un quadro disperante a sette anni dalla cosiddetta “rivolta di Rosarno”. Siamo tornati indietro di anni. La metà dei braccianti dorme su un materasso a terra o direttamente sul pavimento. I bagni sono latrine scavate nella terra. Si cucina in fuochi improvvisati o con fornelli a gas in tende e baracche; ci si lava con acqua riscaldata in bidoni di lamiera e non è organizzato alcun servizio di raccolta della spazzatura».
«Esistono pertanto – sostiene ancora “Medici per i diritti umani” – rilevanti rischi per la salute e la sicurezza individuali e collettive di coloro che vivono in tali condizioni». «Il 19 febbraio scorso – aggiunge l’associazione – era stato firmato nella Prefettura di Reggio Calabria il Protocollo operativo in materia di accoglienza e integrazione degli immigrati nella Piana di Gioia Tauro. Il Protocollo, viste le condizioni di degrado anche sotto il profilo igienico-sanitario, imponeva un intervento non più procrastinabile al fine di garantire la fruizione di servizi essenziali e favorire la piena integrazione. In particolare, la Regione Calabria, in sinergia con Prefettura e Comuni e in seguito allo stanziamento di 300mila euro, avrebbe dovuto ripristinare condizioni minime di vivibilità attraverso l’acquisto di nuove tende e procedere progressivamente e tempestivamente alla messa in atto di politiche di promozione e sostegno socio-abitativo. A quasi un anno dalla sua firma, nulla di quanto previsto è stato realizzato. Della nuova tendopoli esiste solo della ghiaia a terra, mentre sono decine i capannoni vuoti e inutilizzati nella zona industriale».







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