SOLDI SPORCHI | La “maledizione” della Courmayeur della Calabria

LORICA L’Ustif di Bari (l’Ufficio speciale Trasporti a impianti fissi) mercoledì 18 gennaio aveva dato esito favorevole al collaudo dei nuovi impianti sciistici di Lorica, un complesso sportivo che avrebbe…

LORICA L’Ustif di Bari (l’Ufficio speciale Trasporti a impianti fissi) mercoledì 18 gennaio aveva dato esito favorevole al collaudo dei nuovi impianti sciistici di Lorica, un complesso sportivo che avrebbe dovuto essere inaugurato a breve per dare il via a una stagione sciistica florida, considerate le recenti nevicate. E anche molto attesa, visto che – causa vetustà del vecchio impianto e lavori – negli ultimi anni di sciatori non se n’erano visti. Ma a meno di 24 ore da quel parere favorevole è tutto bloccato. Tutto si ferma. Alle prime ore di giovedì, 19 gennaio, arrivano i finanzieri del comando provinciale di Cosenza e iniziano a mettere i sigilli. Il gruppo Barbieri, che ha vinto l’appalto e ha la gestione dei nuovi impianti, è finito nella mega operazione delle Dda di Catanzaro e Reggio che ha portato al fermo di 35 persone e al sequestro di 54 imprese. Diversi gli imprenditori coinvolti che sono accusati di essere legati alle cosche. Provvedimento di fermo anche per Giorgio Barbieri, imprenditore di origini romane ma da tempo attivo e operativo nel Cosentino.
Per l’accusa, di fatto, il gruppo Barbieri avrebbe messo le mani su tutte le grandi opere della città dei Bruzi. In meno di un triennio, dieci imprese del gruppo sono state interessate agli appalti di riqualificazione e gestione per 100 milioni di euro che vanno da piazza Bilotti al comprensorio sport-natura di Lorica, per arrivare fino alla riqualificazione delle aree vicine all’aviosuperficie di Scalea. A lavorare a Cosenza, secondo i magistrati antimafia, erano i Muto.
Così giovedì mattina gli operai delle ditte impegnate a Lorica hanno dovuto smettere di lavorare. Il personale era impegnato nelle attività di completamento degli impianti – ancora non aperti – mentre il bar e la tavola calda, che fanno parte del complesso, erano già aperti al pubblico e anche giovedì mattina erano operativi. Ma su disposizione dei magistrati hanno dovuto, quanto meno temporaneamente, sospendere il servizio. Saracinesche abbassate al bar e al ristorante. Operai a casa attorno alle 15:30 quando anche i finanzieri, dopo aver espletato gli accertamenti e le operazioni di rito, sono andati via.
Non si sa se già nella giornata di venerdì potrebbero riprendere i lavori perché le quote restano sotto sequestro ma potrebbe essere concesso l’utilizzo. Gli operai ci sperano. I ristoratori pensano che al più presto si possa ripartire. A Lorica anche quest’anno la stagione potrebbe essere compromessa. Circa un mese fa la Procura di Cosenza aveva disposto il sequestro solo di una parte degli impianti, quella in cui un operaio perse la vita lavorando per fare accertamenti e verifiche.
Le indagini della Procura antimafia – se le accuse dovessero essere confermate – porterebbero però una ventata di legalità in un territorio nel quale da tempo commercianti del luogo, appassionati di sci e gli abitanti della Presila desiderano il rilancio della Perla della Sila. Un rilancio che per anni non si è avuto certamente non per le inchieste della magistratura che invece tenderanno di ripristinare la legalità, ma anche per una serie di inefficienze burocratiche, ritardi e disattenzioni di chi avrebbe dovuto puntare alle valorizzazione di quest’area. 
A Lorica c’è chi è ottimista: fiducioso nell’operato della magistratura e con la speranza di poter scendere da quelle piste respirando un’aria più “pulita” e ammirando un paesaggio mozzafiato. 
Al momento anche quest’anno gli alberghi sono vuoti. La Courmayeur della Calabria stenta a decollare.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto