CHAOS | Giordano: rapporto malato tra imprenditori ed enti pubblici

VIBO VALENTIA Un «rapporto patologico» tra imprenditori e pubblica amministrazione che, almeno in parte, potrebbe spiegare perché l’autostrada Salerno-Reggio Calabria è un’eterna incompiuta e provoca spesso grossi disagi ai cittadini…

VIBO VALENTIA Un «rapporto patologico» tra imprenditori e pubblica amministrazione che, almeno in parte, potrebbe spiegare perché l’autostrada Salerno-Reggio Calabria è un’eterna incompiuta e provoca spesso grossi disagi ai cittadini che la percorrono. C’è questo, secondo il procuratore di Vibo Bruno Giordano, alla base dell’operazione “Chaos”, eseguita oggi dalla Guardia di finanza, che ha portato a 9 arresti tra imprenditori e funzionari pubblici (12 in tutto gli indagati) con accuse che vanno dalla frode in pubbliche forniture, alla truffa aggravata ai danni di ente pubblico, fino all’attentato alla sicurezza dei trasporti. L’inchiesta, di cui è titolare il sostituto procuratore Benedetta Callea, rappresenta la prosecuzione dell’attività avviata dalla procura vibonese nel dicembre del 2015 e scaturita, a maggio del 2016, nel sequestro del tratto di autostrada compreso tra gli svincoli di Mileto e Rosarno.
Un’inchiesta complessa e «molto qualificata» secondo Giordano – affiancato in conferenza stampa dai vertici regionali e locali della Gdf (il comandante regionale Gianlugi Miglioli, il colonnello Carmelo Elia Pallaria, il capitano Alessandro Lembo) – che ha portato alla costruzione di un impianto accusatorio che «finora regge bene».
«Abbiamo accertato – ha commentato il sostituto Callea – incongruenze e difformità rispetto ai capitolati d’appalto, in particolare sui materiali usati per le opere. Adesso le autorità competenti dovranno procedere alla completa messa in sicurezza. L’autostrada resta aperta – ha aggiunto – ma il rischio è concreto, anche se non imminente. Bisognerà lavorare subito per mettere in sicurezza il tratto in questione e auspichiamo che questo provvedimento dia un’accelerazione in questo senso».
Il procuratore Giordano ha poi aggiunto che «questa inchiesta non esaurisce il nostro impegno sulla gestione delle opere pubbliche sul territorio». La Procura ha dunque «accertato che i materiali usati non corrispondevano a quelli previsti nei capitolati, oltre al fatto che lo smaltimento dei rifiuti non è avvenuto secondo la legge». Secondo gli inquirenti infatti la documentazione raccolta nel corso dell’indagine attestava che c’era stato lo smaltimento di rifiuti speciali di lavorazione che in realtà, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbe mai avvenuto. «Questo preoccupa – ha commentato ancora Giordano –. In questo momento l’autostrada è apparentemente in buone condizioni, ma chiaramente le carenze strutturali potrebbero emergere nel momento meno opportuno, e cioè in presenza di considerevoli fattori esterni che potrebbero mettere a nudo i limiti dell’attività di costruzione. Invito a usare grande prudenza quando si viaggia su quel tratto di strada».

s. pel.





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