Operazione “Laqueo”, stralciata la posizione di Modesto

COSENZA È stata stralciata la posizione di Francesco Modesto, il calciatore di serie A e B coinvolto nell’inchiesta “Laqueo”. La Dda di Catanzaro (le indagini sono coordinate dal procuratore capo…

COSENZA È stata stralciata la posizione di Francesco Modesto, il calciatore di serie A e B coinvolto nell’inchiesta “Laqueo”. La Dda di Catanzaro (le indagini sono coordinate dal procuratore capo Nicola Gratteri e dall’aggiunto Giovanni Bombardieri) ha chiuso le indagini nei confronti di tutti gli indagati nell’operazione scattata nell’agosto del 2016 contro i clan del Cosentino. Dall’avviso di chiusura indagine emerge che la posizione di Modesto è stata stralciata.
Secondo l’accusa, da un suo conto veniva prelevato il denaro per finanziare i prestiti a usura. Nel “libro mastro” della cosca di Cosenza risultava il suo nome come finanziatore, nome che, per ordine del suocero, doveva rimanere segreto. Per i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che hanno coordinato l’indagine “Laqueo” non ci sono dubbi: l’ex calciatore di serie A e B, era consapevole dei prestiti ad usura effettuati anche con il proprio denaro.
Tre sono gli imprenditori che hanno ammesso di essere stati sotto strozzo da parte del gruppo criminale. Tra questi l’imprenditore edile ed ex socio del Cosenza Calcio, Francesco Cannella risulta essere stato fortemente vessato dagli usurai. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la sua vita dal 2004 al 2011 è stata tenuta sotto scacco dai prestiti che doveva restituire alla cosca. Uno di questi lo aveva stipulato con il pentito Roberto Calabrese Violetta, Luisiano Castiglia, detto Mimmo, e il genero, il calciatore Francesco Antonio Modesto.
Doveva restituire 52mila euro con tassi di interesse oscillanti tra il 10 e il 15% al mese. Come mette nero su bianco il gip Carlo Saverio Ferraro nell’ordinanza di custodia cautelare, ognuno ha avuto un proprio preciso ruolo nel condurre l’atto criminale nei confronti dell’imprenditore. Calabrese Violetta – oggi collaboratore di giustizia che con le sue dichiarazioni ha dato il via alle indagini – avrebbe stipulato i mutui, consegnava il capitale, imponeva il saggio di interesse, le modalità e i tempi dell’esecuzione del rapporto usurario e riceveva dalla vittima le rimesse di denaro.

mi.mo.





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