Il fallimento che può fermare la funivia di Lorica

COSENZA Dopo l’inchiesta, adesso arriva il fallimento. È un periodo nero per la famiglia di imprenditori Barbieri. Il Tribunale di Paola ha dichiarato il fallimento della ditta di Giorgio Ottavio Barbieri, l’imprenditore…

COSENZA Dopo l’inchiesta, adesso arriva il fallimento. È un periodo nero per la famiglia di imprenditori Barbieri. Il Tribunale di Paola ha dichiarato il fallimento della ditta di Giorgio Ottavio Barbieri, l’imprenditore cosentino arrestato nei mesi scorsi perché ritenuto contiguo ai clan reggini e a quelli del Tirreno cosentino. Il provvedimento non rappresenta il classico fulmine a ciel sereno: prima del suo arresto, Barbieri aveva avviato le procedure di concordato preventivo con i suoi creditori sparsi in tutt’Italia. 
Ora la dichiarazione di fallimento potrebbe avere gravi ripercussioni sul completamento di alcuni lavori pubblici che l’impresa Barbieri stava realizzando in Calabria. Su tutti la realizzazione del nuovo impianto di risalita a Lorica, nel cuore della Sila. Il problema principale è rappresentato proprio dall’appalto. La “Barbieri costruzioni” se lo era aggiudicato alla fine del 2014, costituendo subito dopo una società cosiddetta “di progetto” – la Lorica Ski srl – incaricata di portare a compimento l’opera. Cosa succederà ora dopo il crac del gruppo imprenditoriale? Normalmente a subentrare sarebbe stata la ditta arrivata seconda nella gara, ma nel caso di Lorica quella di Barbieri è stata l’unica offerta pervenuta.
Un bel guaio, insomma. Barbieri , tra l’altro, è il titolare dell’impresa che ha realizzato la nuova piazza Bilotti, a Cosenza. Secondo gli inquirenti, il giovane costruttore avrebbe preso parte con le sue aziende a gare d’appalto milionarie per conto dei Bagalà-Piromalli, ottenendo in cambio una percentuale sui lavori che il gruppo riusciva ad aggiudicarsi grazie a «una sistematica attività di turbativa d’asta». Così facendo, dunque, i clan avrebbero lucrato su diverse opere pubbliche realizzate negli ultimi anni tra Reggio e l’hinterland. A Cosenza, invece, l’ipotesi d’accusa poggia sui suoi rapporti pericolosi con il clan Muto. L’udienza preliminare che lo riguarda avrà inizio il prossimo 17 maggio. 

 







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