Il Tar annulla un concorso dell’Unical

CATANZARO Per il Tar il concorso con il quale l’Unical ha assegnato il posto di ricercatore a tempo determinato in Storia della Filosofia è da annullare. Perché il punteggio ottenuto…

CATANZARO Per il Tar il concorso con il quale l’Unical ha assegnato il posto di ricercatore a tempo determinato in Storia della Filosofia è da annullare. Perché il punteggio ottenuto dal vincitore, Christian Vassallo, è stato aumentato di 3,9 punti rispetto a quanto avrebbe voluto il curriculum del candidato. Il tutto a scapito di Silvia Fazzo, candidata “sconfitta” davanti alla commissione dell’ateneo ma riabilitata dai giudici amministrativi. È questione di titoli, di complessi calcoli sulle esperienze professionali. E di una valutazione che al Tribunale amministrativo regionale è apparsa falsata. Secondo la ricorrente, il suo competitor non avrebbe potuto contare su alcuna attività didattica per l’attribuzione del punteggio. E i commissari dell’Università della Calabria avrebbero forzato la mano, valutando «erroneamente come attività didattica la mera qualifica di Cultore della materia dichiarata da Vassallo». Inoltre la commissione «non avrebbe in alcun modo motivato le ragioni per cui alla significativa esperienza didattica dichiarata dalla ricorrente nel proprio curriculum (fra l’altro anch’essa Cultore della materia) è stato attribuito unicamente un solo punto in più (5 punti) rispetto al punteggio, comunque illegittimo (4 punti anziché zero), attribuito» al candidato vincitore, «con riferimento al quale nessuna attività didattica universitaria si evincerebbe dal curriculum». Queste le ragioni fondanti del ricorso.
I magistrati, per analizzarle, hanno dovuto prendere lezioni sul sistema universitario tedesco. A Vassallo, infatti, sono stati attribuiti 3,9 punti «per i compiti didattici insiti nello status di Wissenschaftlicher Mitarbeiter (cioè assistente di ricerca, ndr) e 0,1 per il cultorato». L’aspirante ricercatore ha scritto nel proprio curriculum di essere in possesso di una “Eigene Stelle” in un ateneo tedesco, che consisterebbe, secondo la valutazione della commissione dell’Unical in una «posizione accademica organica» che, associata allo status di “Wissencheftlicher Mitarbaiter”, presupporrebbe lo svolgimento di attività di insegnamento». In realtà, sostiene Fazzo, «nel sistema tedesco l’ottenimento di una “Eigene Stelle” consentirebbe unicamente di accedere alla ricerca finanziata, non permettendo, viceversa, la possibilità per il soggetto beneficiario di svolgere attività didattica».
Per i giudici del Tar, in effetti, «non risulta nel curriculum che» Vassallo «abbia documentato di avere svolto attività di insegnamento». E dunque la valutazione della commissione appare «illogica e immotivata». C’è dell’altro. Infatti, l’attribuzione dei punti per lo status di “assistente di ricerca” non è stata uguale per tutti. Un altro candidato – spiega la sentenza del Tar – ha avuto un punteggio diverso. E questo «dimostrerebbe che in un primo momento la commissione non aveva tenuto in considerazione per l’attività didattica il titolo in questione». Un pasticcio, insomma. Conseguenza: Unical bocciata e concorso da annullare. Ammesso che il Consiglio di Stato non decida diversamente. (ppp)





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