Operaio morto sul cantiere del Calatrava, l’indagine si allarga

COSENZA Si valuterà anche una eventuale responsabilità medica nella morte dell’operaio specializzato Raffale Tenuta di Marano Marchesato. La Procura di Cosenza – che ha iscritto nel registro degli indagati, per…

COSENZA Si valuterà anche una eventuale responsabilità medica nella morte dell’operaio specializzato Raffale Tenuta di Marano Marchesato. La Procura di Cosenza – che ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di omicidio colposo ed omissione di soccorso, Alberto Chiappetta, amministratore della Nuove Pavimentazioni srl, società alle cui dipendenze prestava attività il lavoratore deceduto, suo padre, Antonio Chiappetta, e due dipendenti della stessa azienda, Spadafora Roberto e Covello Giuseppe – mercoledì mattina ha affidato l’incarico per l’autopsia al medico legale Silvio Cavalcanti e al professore Bruno Amantea specialista in Rianimazione proprio perché uno dei quesiti assegnato dalla Procura riguarda una eventuale colpa medica e anche un eventuale ritardo nei soccorsi.
Inoltre l’esame autoptico permetterà di compredere – attraverso la valutazione delle lesioni riportate dalla vittima – se nel momento dell’incidente l’operaio indossava i dispositivi di protezione.
L’inchiesta sull’incidente, avvenuto lo scorso 28 marzo, è coordinata dai pubblici ministeri Giuseppe Visconti e Bruno Antonio Tridico. Un’inchiesta partita dopo l’esposto presentato dalla moglie della vittima alla Procura di Cosenza. In particolare agli inquirenti, la donna avrebbe raccontato che il marito lavorava “in nero” per la ditta di Chiappetta impegnata in alcuni interventi di realizzazione del ponte di Calatrava a Cosenza. Quel giorno l’uomo si sarebbe regolarmente recato in quel cantiere e, per motivi sui quali sta indagando la Procura, Tenuta sarebbe caduto riportando delle lesioni al capo.
L’uomo sarebbe stato portato subito nell’abitazione della famiglia e da qui la moglie, constatandone le condizioni disperate, lo avrebbe trasportato nell’ospedale di Cosenza dove i sanitari lo avrebbero sottoposto a un immediato intervento chirurgico.
Fin dal giorno dell’incidente, Tenuta è rimasto ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’Annunziata, senza mai più riprendere conoscenza. Nonostante diversi altri interventi chirurgici per salvargli la vita l’uomo sarebbe poi deceduto nel corso della nottata di domenica scorsa.
In questi mesi di indagini, la Procura di Cosenza aveva notificato ad Alberto Chiappetta, difeso dall’avvocato Pierluigi Pugliese, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori.
Da domenica notte, però, l’accusa è quella di omicidio colposo e omissione di soccorso che la Procura ha ritenuto di contestare, oltre all’amministratore della Nuove Pavimentazioni srl, anche a Antonio Chiappetta, padre di Alberto Chiappetta e ai due dipendenti Spadafora e Covello.
Adesso il capo di imputazione si allarga a individuare anche una eventuale responsabilità medica che se dovesse essere confermata potrebbe portare ad allargare il numero degli indagati.
La Procura, su richiesta dei familiari del lavoratore deceduto, assistiti dagli avvocati Roberto Le Pera, Luca Le Pera e Giuseppina Carricato ha disposto l’autopsia che sarà eseguita giovedì 3 agosto alle 17. La famiglia ha nominato come proprio consulente il medico legale Ido Lista.

 

 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it





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