In Calabria andare a scuola è un rischio

ROMA Solo in poco più di un quarto delle scuole italiane (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Umbria (59%), Abruzzo (51%), Molise (50%), e…

ROMA Solo in poco più di un quarto delle scuole italiane (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Umbria (59%), Abruzzo (51%), Molise (50%), e Liguria (49%) sono le regioni in cui sono state effettuate in numero maggiore; fanalino di coda Sicilia (0), Campania (4%), Calabria ed Emilia Romagna (8%), Puglia (11%). Lo rileva il XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, che, tramite l’istanza di accesso civico inviata agli enti locali, ha raccolto informazioni su 4.401 istituti. Una scuola su due, ricorda Cittadinanzattiva, si trova in zona a rischio sismico e solo l’8% è progettato secondo la normativa antisismica. Secondo l’indagine, sono pochi gli edifici scolastici in Italia su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: rispettivamente il 12% e il 7%. Indietro Lazio (3%) e Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate). Per quanto riguarda invece l’agibilità statica e il collaudo, sulla base delle risposte ottenute, emerge che sono stati fatti rispettivamente solo nel 26% e 45% dei casi. Piuttosto preoccupante la situazione del Lazio, dove, fra le scuole censite, solo l’8% ha l’agibilita’ e il 14% il collaudo statico. Non va meglio per Campania (rispettivamente 11% delle scuole con agibilità e 17% con collaudo) e Calabria (13% e 21%). Più virtuose Piemonte (54% e 83%), Friuli Venezia Giulia (52% e 65%) e Liguria (50% e 43%).





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