Mr & Mrs. Gallo gli insospettabili

LAMEZIA TERME Una coppia, marito e moglie, all’apparenza normalissima. Lui Marco Gallo, 32 anni, perito tecnico, lei, Federica Guerrise, 30 anni, infermiera. Residenti a Falerna, una vita tranquilla, mai risultati…

LAMEZIA TERME Una coppia, marito e moglie, all’apparenza normalissima. Lui Marco Gallo, 32 anni, perito tecnico, lei, Federica Guerrise, 30 anni, infermiera. Residenti a Falerna, una vita tranquilla, mai risultati in contatto con le organizzazioni criminali che infestano la Piana di Sant’Eufemia. Eppure questa coppia di insospettabili era dedita ad attività criminali efferate. Nessun attrito personale con le vittime, il movente ipotizzato è, quindi, il freddo tornaconto economico del delitto su commissione. Ma su questi aspetti le indagini sono ancora aperte.
Sul capo di questi nostrani “Mr and Mrs Smith” (il film con Brad Pitt e Angelina Jolie, ndr),  pende l’accusa di omicidio. Lui, Marco Gallo, è accusato dell’assassinio avvenuto a Catanzaro del dipendente delle Ferrovie della Calabria, Gregorio Mezzatesta, (reato per il quale era stato tratto in arresto a luglio dalla Procura di Catanzaro) e anche di avere teso l’agguato mortale, a Lamezia Terme, a gennaio 2017, nei confronti di Francesco Berlingeri, 57 anni, fruttivendolo di etnia rom. Lei, Federica Guerrise, si trova in carcere a Castrovillari con l’accusa di concorso morale e materiale per l’omicidio Berlingeri. Secondo le indagini condotte dalla Squadra mobile di Catanzaro e dal commissariato di Lamezia Terme su ordine della locale Procura, la giovane avrebbe accompagnato il marito nelle attività di perlustrazione sul luogo del delitto il giorno prima dell’agguato, 18 gennaio. Continui giri intorno all’ortofrutta della vittima da parte della Fiat 600 appartenente alla donna avevano insospettito gli investigatori. Le indagini partono – come ha spiegato il procuratore capo di Lamezia, Salvatore Curcio – proprio dall’analisi certosina delle telecamere private della zona che hanno evidenziato la presenza costante e i giri sospetti della macchina di Federica Guerrise. Non solo. La geolocalizzazione delle celle telefoniche dei due coniugi, indicherebbe che sul posto non vi erano solo i mezzi ma anche le persone. A “tradire” ulteriormente i due complici, nel giorno dell’agguato, è sempre il telefonino perché la giovane infermiera avrebbe atteso a bordo della sua auto l’arrivo della vittima dal mercato ortofrutticolo di Catanzaro. A questo punto scatta una telefonata al coniuge e, due minuti dopo, arriva una moto Bmw da enduro del tutto compatibile con quella utilizzata dall’autore dell’omicidio Berlingeri. Il killer si affianca alla vittima, che sta scaricando la merce davanti al negozio, e spara con mira infallibile quattro colpi che vanno dritti alla testa del rom. Un proiettile di rimbalzo ferisce il nipotino di 11 anni che stava aiutando lo zio. «Non è frequente – ha detto il procuratore – trovare donne con un ruolo così attivo nelle azioni omicidiarie. Inoltre i due coniugi sono risultati persone che hanno studiato, con una professione alle spalle. E questo rende la loro condotta maggiormente riprovevole».
Dell’insopettabilità dei due indagati ha parlato anche il capo della Squadra mobile, Nino De Santis, che ha sottolineato come i due coniugi non risulta abbiamo mai avuto contatti con gli ambienti criminali locali. Il dirigente del commissariato di Lamezia, Marco Chiacchiera, ha parlato dell’«abilità criminale importante» da parte della coppia e della capacità degli inquirenti di collaborare sul territorio. Il contatto e la collaborazione sono stati costanti anche con la Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri.

LE INDAGINI Le indagini avviate nell’immediatezza del delitto e sviluppate mediante una dettagliata analisi di numerose video riprese dei sistemi di sorveglianza installati nei luoghi contigui a quello del delitto, hanno consentito di verificare che l’autore dell’omicidio, che aveva utilizzato una moto di tipo enduro, anche nella giornata antecedente l’evento oltre che nei momenti prossimi all’omicidio, aveva avuto il supporto logistico da parte dell’occupante di una autovettura del tipo Fiat 600. Ma scovare la Fiat 600 non è stato facile. Le riprese delle telecamere private non erano perfette e per individuare parte della targa dell’auto è stato necessario il lavoro della Polizia scientifica di Roma. Individuata parte della targa (cz) e comparato il modello della macchina ha permesso agli investigatori di rintracciare la Fiat 600 di Guerrise che si è poi accertato essere la moglie di Marco Gallo. 

NECESSARIO IMPIANTO DI VIDEO SORVEGLIANZA «E purtroppo Lamezia Terme, ahimè, con il reiterassi di gravissimi fatti, anche di sangue, non ha un impianto di video sorveglianza all’altezza di questa città. Ancora una volta dobbiamo sottolineare questo fatto perché ancora una volta la Polizia di Stato ha dovuto fare il giro delle sette chiese, con impiego di risorse uomini e mezzi non indifferenti, per andare a raccogliere tutta una serie di filmati per poi essere impiegato per lunghissimo tempo in una azione di montaggio». «Un lavoro immane», è lo sfogo del procuratore Curcio. Immagini non sempre nitide, non sempre sincronizzate negli orari, che hanno sottratto alle indagini tanto, troppo tempo prezioso.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it





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