Truffa a Equitalia, assolto in appello

COSENZA È stato assolto in appello dall’accusa di truffa con la formula perché il fatto non sussiste, P. P., dopo un lungo processo durato oltre quattro anni. Secondo le accuse formulate…

COSENZA È stato assolto in appello dall’accusa di truffa con la formula perché il fatto non sussiste, P. P., dopo un lungo processo durato oltre quattro anni. Secondo le accuse formulate in primo grado dalla Procura di Cosenza, l’imputato, difeso dall’avvocato Chiara Penna, con artifici e raggiri consistiti nel formare una falsa fotocopia con cui si attestava il pagamento della somma di euro 5.811,51 a titolo di contributi previdenziali Inail avrebbe portato tale documento ad un legale, inducendolo in errore sulla veridicità del pagamento, al fine di fargli  scrivere  un atto di citazione per chiedere una ripetizione di indebita somma percepita da Equitalia Sud. In questo modo avrebbe tentato di procurarsi un ingiusto profitto in danno dell’istituto in questione. Le indagini a carico del cosentino erano partite da una denuncia di Equitalia. La difesa si è prodigata per provare l’esistenza dell’operazione, che per qualche ragione non era stata registrata allo sportello, ma dimostrava,  con una consulenza tecnica a firma di Gianluca Lopez e Fabio Pucci, l’autenticità del documento. In primo grado il tribunale di Cosenza aveva condannato l’imputato Di diverso avviso la Corte di Appello di Catanzaro che, ribaltando la decisione di primo grado ed accogliendo la tesi difensiva, giovedì ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.

 

 





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