Brescello, il Consiglio di Stato conferma lo scioglimento per ‘ndrangheta

BRESCELLO Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini e di alcuni componenti della sua giunta, contro lo scioglimento del comune del reggiano in…

BRESCELLO Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini e di alcuni componenti della sua giunta, contro lo scioglimento del comune del reggiano in seguito all’accertamento di forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della ‘ndrangheta. Ne dà notizia la Gazzetta di Reggio Emilia. Il paese noto per i film su Peppone e don Camillo era stato sciolto il 20 aprile 2016 dal Consiglio dei Ministri: inizialmente per 18 mesi, è stato prorogato fino ad aprile 2018. È il primo caso in Emilia-Romagna. Coffrini aveva fatto un primo ricorso al Tar del Lazio, respinto a marzo, e poi si era rivolto al Consiglio di Stato. I giudici amministrativi sottolineano, tra l’altro, come «non è credibile che il primo cittadino non fosse informato delle vicende giudiziarie di Francesco Grande Aracri», dell’omonimo clan di Cutro e residente nel paese.

 





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