Caporalato, nel 2017 36 operazioni in tutto il Reggino – VIDEO

REGGIO CALABRIA «Sono state 36 le operazioni contro il fenomeno del caporalato e del lavoro nero effettuate nel 2017 nei territori di 34 comuni della provincia di Reggio Calabria. Inoltre, 163 le…

REGGIO CALABRIA «Sono state 36 le operazioni contro il fenomeno del caporalato e del lavoro nero effettuate nel 2017 nei territori di 34 comuni della provincia di Reggio Calabria. Inoltre, 163 le aziende controllate, 861 controlli hanno riguardato le posizioni dei lavoratori, 322 dei quali extracomunitari. Trenta le persone denunciate, mentre le 181 sanzioni amministrative elevate ammontano complessivamente a 1 milione 716 mila e 518 euro». Lo ha detto il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari che ha incontrato i giornalisti per illustrare gli esiti delle attività di contrasto che hanno visto impegnate «in un’azione sinergica – ha sottolineato – polizia di Stato, carabinieri, carabinieri forestali, Guardia di finanza, polizia provinciale e Ispettorato del lavoro».
«È stato un anno molto soddisfacente – ha aggiunto il prefetto – che ci fa sperare di proseguire nel 2018 con la stessa forza. Dati che danno la dimensione esatta del lavoro fatto. Ci sono tutti i presupposti perché questo trend favorevole di risultati ottenuti con l’attuazione della direttiva “Focus ‘ndrangheta”, proseguano e migliorino nel 2018. I numeri danno l’esatta dimensione del livello di controllo del territorio. Un segmento di prevenzione capace di essere davvero una vicinanza attenta, attiva sul territorio».
«È certo – ha sostenuto ancora Di Bari – che la prevenzione è un fatto importantissimo. Non possiamo tollerare che sacche del nostro territorio siano di esclusivo controllo della ‘ndrangheta». Il prefetto si è inoltre soffermato sulla situazione della tendopoli per ospitare i migranti di San Ferdinando. «Un esempio – ha detto – di dignitosa accoglienza. Un grande passo in avanti. Adesso ospita 700 migranti, molti altri contiamo di trasferirne dalla vecchia tendopoli. Si tratta di un fenomeno comunitario che si è creato in molti anni, e oggi rappresenta un’idea di comunità etnica da sostenere, ma anche da vigilare. È una realtà particolare e le soluzioni spesso non tengono conto di quella realtà difficilissima». Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, il questore Raffaele Grassi e il Comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Battaglia.