Demolite le baracche vicino al ponte di Calatrava

COSENZA La città ha aspettato venti anni, ma gli ultimi giorni sono sempre quelli più frenetici. Il 26 gennaio si taglia il nastro del ponte di San Francesco disegnato dall’architetto…

COSENZA La città ha aspettato venti anni, ma gli ultimi giorni sono sempre quelli più frenetici. Il 26 gennaio si taglia il nastro del ponte di San Francesco disegnato dall’architetto Santiago Calatrava e per quella data tutto dovrà essere tirato a lucido come da sempre impongono i giorni di festa. Ed è per questo che nel week end sono iniziati i lavori di bonifica dell’area di via Reggio Calabria. Da sempre al centro della polemica sulla costruzione della nuova grande opera bruzia. Le ruspe hanno demolito alcune abitazioni, anzi «manufatti» come scrivono dal Comune, perché di casa avevano solo la fisionomia, per lasciare spazio alla parte che nel progetto prevede la strada come una delle vie di accesso al ponte.

IL CONTRIBUTO COMUNALE Da palazzo dei Bruzi, precisamente dal settore 6 (welfare), dopo la delibera di giunta 103 del 10 agosto 2017 arrivano i primi incentivi finanziari a chi decide di lasciare l’area. Da sempre su via Reggio Calabria l’insediamento rom di prima e seconda generazione ha rappresentato un raggruppamento difficile da gestire. Nella delibera si giustifica l’erogazione del sussidio per «eliminare la situazione di degrado sociale che non consente ai dimoranti un modo dignitoso di vivere» però la possibilità di ottenere il contante è assicurata ai soli nuclei familiari che sono stati regolarmente censiti. Sarebbero quasi trenta le famiglie individuate dalla polizia municipale che, sempre dalla documentazione prodotta dal Comune, «dal 2001 ad oggi non sono state interessate dagli sgomberi nei quali si disponeva la collocazione nei quartieri di “San Vito alto”». Le alternative proposte dal Comune sono due: o accettare un’abitazione alternativa, o accettare un contributo economico che sia da sostentamento alla famiglia per lasciare la città o pagare i primi mesi di canone di affitto. La delibera prevede un tetto massimo di spesa di 85mila euro.

I SOLDI E sono arrivate anche le prime disposizioni di pagamento. A quattro famiglie che hanno compilato il questionario che è stato fornito dagli agenti della municipale dopo il censimento è stato disposto il pagamento di 11mila euro. La determina 47 del 2018 giustifica il pagamento come «contributo finanziario forfettario finalizzato alla copertura dei primi costi per la detenzione di un alloggio locale, nazionale o estero e al trasferimento». Il totale ammonta a 44mila euro, circa la metà del contributo massimo previsto, ma non è da escludere che anche altri nuclei familiari vengano sovvenzionati con la restante quota di soldi prevista per smaltire e ripulire via Reggio Calabria. Non è la prima volta. Anche quando venne smantellato il campo Rom sul fiume Crati il Comune dispose il pagamento di una cifra in denaro, che variava dal numero dei componenti familiari, per affrontare le prime spese. Molte di quelle famiglie si spostarono di qualche chilometro, mettendosi al “riparo” in stabili pericolanti del centro storico, solo una minima percentuale optò per lasciare la città.

Michele Presta
redazione@corrierecal.it







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