«Facciamo diventare la “spazzatura” la risorsa della Calabria»

CATANZARO I rifiuti disseminati lungo le strade provinciali sono, senza dubbio, la conseguenza di una non compiuta consapevolezza ambientale.Si tratta di una situazione che determina mini-discariche o, più in generale,…

CATANZARO I rifiuti disseminati lungo le strade provinciali sono, senza dubbio, la conseguenza di una non compiuta consapevolezza ambientale.
Si tratta di una situazione che determina mini-discariche o, più in generale, condiziona l’aspetto complessivo di molti territori e contesti ambientali.
Secondo le rilevazioni e le verifiche effettuate il fenomeno aumenta con l’avvio della raccolta differenziata. L’eliminazione dei cassonetti e l’introduzione di un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti spesso non viene percepito nella maniera corretta.
Ne è testimonianza l’esperienza vissuta in quei comuni che hanno ormai all’attivo molti anni di raccolta differenziata e percentuali apprezzabili, comuni che apprezzano l’iniziativa varata dalla provincia di Catanzaro e destinata alla rimozione delle mini-discariche e sottolineano il valore di una raccolta che preserva l’aspetto dei centri urbani e dell’ambiente che li circonda. A testimoniare questo esempio di buona amministrazione, è Gianluca Cuda, sindaco di Pianopoli. «La Legge Delrio le Provincie sono state messe a nudo, in termini di dipendenti e di bilancio, ma la Provincia di Catanzaro – spiega – è riuscita con 100mila euro, che sono uno sforzo immane, a ripulire le strade provinciali. È un progetto eccezionale perché punta non solo alla bonifica delle strade, che sono di competenza della Provincia, ma cerca di cambiare anche la cultura del cittadino». «Da quando abbiamo tolto dalle strade del mio comune i compattatori si respira un’aria più pulita. Anche se – prosegue Cuda – nonostante tutti i servizi che mettiamo a disposizione, spesso il cittadino preferisce abbandonare i rifiuti per strada rischiando una denuncia penale».
La rimozione dei rifiuti sparsi e l’eliminazione delle mini discariche sono percepite positivamente ma, allo stesso tempo, si sottolinea come la raccolta differenziata sia un fatto culturale, di educazione e di percorsi amministrativi capaci di accompagnare e coinvolgere i cittadini.
«Dobbiamo cercare di non dare al cittadino una forma alternativa alla raccolta differenziata. Bisognerebbe stabilire una data precisa per indicare l’inizio della differenziata e la conseguente eliminazione dei cassonetti. Anche se – aggiunge Cuda – spesso è capitato che alcune persone andassero a buttare l’immondizia nei comuni limitrofi. E questi stessi cittadini si sono trovati in difficoltà quando anche quei comuni hanno avviato la raccolta differenziata. Questo vuol dire che la raccolta differenziata non va fatta a macchia di leopardo ma va avviata tra tutti i comuni del circondario in modo da non dare un’alternativa al cittadino che per pigrizia non vuole farla. Basta organizzarsi e la differenziata è una cosa meravigliosa.
«Dobbiamo iniziare a cambiare la percezione dei rifiuti, dobbiamo iniziare a vederla come una risorsa e non come un problema. Nei paesi del Nord Europa si arricchiscono valorizzando i rifiuti. Non è un’utopia – ha concludo Cuda -. Molte persone hanno grandi specializzazioni e basterebbe ascoltarle, così come basterebbe cercare un po’ più attenzione dalla Regione e dall’Ente intermedio, che ancora esiste. Sono fiducioso che ben presto potremmo trasformare tutto questo in una grande risorse e ricchezza per la Calabria».

 

 







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