Calabria da Oscar al Salone internazionale del libro di Torino

La Cineteca della Calabria riscopre i direttori della fotografia Tony Gaudio e Nicholas Misuraca. Nati a Cosenza e Riace, furono tra i protagonisti del cinema hollywoodiano

Riscoprire la storia del cinema partendo dalla Calabria. Con questo incipit Eugenio Attanasio e Mariarosaria Donato hanno presentato il volume “La grande avventura: direttori della fotografia a Hollywood”, dedicato a Tony Gaudio e Nicholas Misuraca al salone del libro di Torino presso lo stand della Regione Calabria. Calabresi di nascita, perché Tony Gaudio nacque a Cosenza e Nicholas Misuraca a Riace, vissero la grande stagione del cinema hollywoodiano come direttori della fotografia, il mestiere più rigorosamente cinematografico, tant’è che in inglese si chiama “cinematographer”, raccogliendo premi e riconoscimenti per la loro bravura.
Tony Gaudio vinse addirittura l’Oscar nel 1937 per Avorio Nero, un film di Melvin Le Roy divenendo il primo italiano a vincerlo, precedendo di 11 anni Vittorio De Sica. Fu il fotografo abituale di Bette Davis che apprezzava particolarmente il suo lavoro ed è un film con la diva, “Il conquistatore del Messico”, che gli porta la seconda nomination. Una terza candidatura arriva nel 1941 per “Ombre malesi”, in cui Gaudio illumina la Davis con la luce della luna piena, mentre l’ultima è del 1945 per il film “L’eterna armonia” di Charles Vidor.
Più famosi i film di Nicholas Misuraca, debitore dello stile impressionista tedesco, inizia e finisce le sue opere con le ombre, il tono dominante dei suoi lavori è il color nero, riuscendo là dove nessun altro prima ad ora vi era riuscito, anche esportando questo suo stile ad altri generi come il western “Sangue sulla luna”. Neri profondi, grigi lisci e bianchi vivi coesistono nella sua fotografia, il posizionamento delle fonti d’illuminazione non più dall’alto, ma dal basso come lampade da tavolo, caminetti o fuochi, fasci di luce all’interno di una cornice scura, illuminazione dei contorni (figure e volti in primo piano sono illuminati lateralmente o posteriormente enfatizzando il contorno) e sempre esperimenti per creare suggestive astrazioni (come ombre sulle pareti e sui soffitti) sono la chiave per capire chi era Nicholas Misuraca.
All’inizio degli anni Quaranta avviene la svolta: il produttore di film horror Val Lewton lo chiama per girare alcuni suoi film considerati all’epoca di serie B, oggi finalmente rivalutati come “Il bacio della pantera”, del 1942, e “Il giardino delle streghe”, “Bedlam La scala a chiocciola” che fanno di Muiuraca un esempio di novità per come illumina la scena e per l’uso che ne fa del color nero. Saranno a venire i noir come “Lo sconosciuto del terzo piano” del 1940 a metterlo su quel piedistallo che ne farà uno dei membri fondatori dello stile noir visivo.





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