Un’insolita e intrigante apertura per Armonie d’Arte Festival

Venerdì 22 giugno allo Scolacium di Roccelletta di Borgia “I sensi dell’eros”, una cena-spettacolo in linea con il tema di quest’anno. Giordano: «Festival è moderna agorà dello spirito»

ROCCELLETTA DI BORGIA Quando Armonie d’Arte apre la sua luce su Scolacium a Roccelletta di Borgia, sul medio Jonio dalle spiagge bianche e della Grecia che ancora si porta nel sangue; e quando questo Parco, di pietre romane e normanne tra ulivi secolari, risponde con il suo respiro millenario che porta anche l’odore del mare vicino e lo sguardo di infinite lune estive, l’incanto è servito. Così i grandi artisti internazionali puntualmente ospiti sul palco, e il pubblico di ogni dove puntualmente ospite in platea, sono puntualmente stregati. E puntualmente Armonie d’Arte arriva, ogni anno, da diciotto anni.
Ed è il Festival che pone la Calabria nel mondo dell’Arte e della Cultura internazionale, raccontandola per il bello e buono che può e sa esprimere. E il mondo se ne accorge: così Armonie d’Arte Festival riceve riconoscimenti internazionali, vicinanze preziose, e un consenso emozionato ed emozionante della “gente”. Come ama dire il presidente e direttore artistico Chiara Giordano: «Il Festival continua quindi la sua strada provando sempre a pensare, tra parola antica e sguardo contemporaneo, a raccontare con la libertà e la verità della conoscenza e della poesia, e a rinnovarsi affinché consueto o nuovo pubblico, come un compagno di viaggio, possa essere ancora “stregato” da Scolacium, e dalla bellezza dell’Arte che, ovunque, in un teatro o in una casa, restituisce sempre un rinnovato e più felice umanesimo».
Questo lo spirito di Armonie d’Arte Festival, che anche quest’anno ha un tema fondativo comune a tutte le civiltà, qui nell’accezione affascinante ed aulica di Platone: “Eros”, inteso come forza sospesa tra divino e terreno, energia vitale di spirito e materia, via per la bellezza e la sapienza.
Armonie d’Arte ne farà una sorte di chiave, di strumento con cui leggere ed approfondire, oltre lo spettacolo, i vari artisti, i repertori, i loro luoghi e i loro tempi, attraverso e- book dedicati, guide all’ascolto, proiezioni, degustazioni e altro ancora.
Ma quest’anno il Festival, che ama anche stupire un po’ e provare nuove possibilità, sceglie un’apertura inconsueta, particolarissima, coraggiosa, quella che proprio non ti aspetti: venerdì 22 giugno ore 21 al Parco archeologico Scolacium, “I sensi dell’eros”, una cena – spettacolo, non una performance con star internazionali come sempre accade, ma, in linea con il tema dell’anno, un momento artistico forte, e nello stesso tempo un lieve e curioso entertainment che nella cultura a tutto campo trova qualità e identità.
La proposta, per specificità tecniche e logistiche, impone posti limitati, è consigliata ad un pubblico adulto ed è gradito l’abito scuro.
Una serata in due parti senza soluzione di continuità: prima un atto unico dal titolo “Cruda Carne”, passi a due di e con il giovane ma strepitoso coreografo Filippo Stabile, già protagonista della scena internazionale, con la voce intensa ed espressiva diAlberto Micelotta su testi carnalissimi di D’annunzio, Baudelaire, Saffo, Merini e Neruda, in drammatico contrappunto alla musica aulica ma commovente dello Stabat Mater di Pergolesi e Wagner; poi, subito a seguire, ispirata allo stesso tema, la cena tutta fatta di un dialogo fitto tra i sensi, sapori, odori, che nel gusto, nei cibi e nelle storie di afrodisiaca pretesa, trovano un bel momento di convivialità, in un suggestivo boschetto di gelsi, dove tutto diventa una moderna magherìa.
Nel cartellone del Festival, dopo questa inconsueta apertura, come sempre, saranno presenti grandi artisti internazionali, prime, produzioni originali, esclusive.
Ma anche tanta attenzione al territorio, ai giovani, al Parco Scolacium con attività legate ai suoi miti e leggende.Un grande contenitore – Armonie d’Arte Festival – di spettacolo colto, residenze artistiche, exhibition, progetti speciali, workshop, campagne, e molto altro ancora.
«D’altra parte – come sottolinea ancora il direttore artistico Giordano – il Festival è e deve essere una moderna agorà dello spirito, un luogo materiale e immateriale dove scambiare pensiero ed emozioni, e così anche per il tema del 2018: convivono nel nostro tempo passioni e concreti bisogni con grandi tensioni spirituali, pulsioni terrene e creazioni simboliche, di dolente o gioiosa umanità con i tratti divini celati nel profondo di ognuno, e l’Eros, di greca accezione, è forse la forza che meglio esprime, nella suggestione incomparabile del mito platonico, la dualità vivificante tra dimensione terrena e dimensione celeste. Eros è il demone – δαίμων – che aspira potentemente al Bello e al Buono come autentica ricchezza, perché dapprima ne è privo, diventandone poi portatore e dispensatore. Eros è il principio e l’energia che impetuosamente ci sospinge verso la bellezza, a sua volta elargitrice di sapienza. È una grande lezione per la nostra tormentata contemporaneità. Armonie d’Arte Festival intende raccogliere questo straordinario messaggio, e le sue azioni quest’anno cercheranno di misurarsi con la spinta vitale di Eros, come nuova linfa perché si amplino gli orizzonti di un umanesimo capace di fondare il diritto universale al godimento estetico, possibile forza generatrice di più virtuoso futuro».
Ogni dettaglio ed info su www.armoniedarte.com





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