“Lo Schiaccianoci”, al Politeama la magia delle favole per grandi e piccini

In scena a Catanzaro il Balletto di San Pietroburgo

CATANZARO Il sipario si apre sulla casa del Borgomastro e già gli occhi si riempiono di meraviglia. Leggero come un fiocco di neve, colorato come un albero addobbato, dolce come i canditi, magico come il Natale. I bambini incantati dalle movenze dei soldatini e delle bambole che prendono forma, gli adulti rapiti dall’atmosfera ovattata di gioia di tempi lontani del tempo ma sempre vivi nei ricordi, in un tripudio di gioia e colori e le amatissime musiche di Tchaikovsky : è così che “Lo Schiaccianoci” messo in scena ieri sera dal Balletto di San Pietroburgo sul palco del Teatro Politeama – Mario Foglietti di Catanzaro regala calore al pubblico mentre fuori la pioggia scende a dirotto. Tanto entusiasmo tanto da spingere, nei giorni scorsi il sovrintendente Gianvito Casadonte, ad una doppia esibizione a stretto giro di posta: nessuno deve rimanere deluso fuori dalla porta.
Il Balletto di San Pietroburgo, storica compagnia privata nata a San Pietroburgo nel 1887 per volontà di nobili borghesi russi con lo scopo di sviluppare la grande tradizione del balletto classico, in tour in Italia fa tappa a Catanzaro con il balletto coreografato da Marius Petipa, tratto dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann. Immediatamente entriamo nella festa, tra giochi di prestigio intorno al magnifico albero e le allegre danze di genitori e bambini, in una frizzante atmosfera natalizia.
Il nocciolo narrativo centrale è grossomodo sempre lo stesso: durante la festa di Natale il vecchio Drosselmeyer, dall’aura magica, regala ai nipotini Clara e Fritz oggetti sorprendenti, tra cui bambole automatiche. A Clara in particolare spetta uno schiaccianoci a forma di soldatino. Dopo la cena, i balletti e gli scherzi tra bambini, i convitati finalmente si addormentano e prende inizio la parte più suggestiva del balletto, il sogno di Clara. La bambina immagina che il suo schiaccianoci prenda vita e insieme i due si difendono dall’attacco del Re dei Topi. Dopo una lunga battaglia cui prendono parte anche i soldatini del fratello Fritz, lo Schiaccianoci trionfa sui mostriciattoli e conduce la giovane Clara in un viaggio incantato, accompagnato dai Fiocchi di Neve e dalla loro regina, nel Regno dei Dolci, dove incontrano la Fata dei Confetti e il Principe. Nel palazzo fatato si esibiscono ogni sorta di personaggi esotici, per tutta la notte, fino al risveglio della fanciulla.
Il secondo atto, con le sue famose danze, le tinte accese dei costumi è un crescendo fino al pas de deux finale, momento sublime della serata, dove tecnica e artisticità che compongono l’ensamble emergono.
Celebri passaggi del balletto sono la Danza Russa, emblema della tradizione russa nello spettacolo sia per i costumi utilizzati che per le sonorità scelte, il Valzer dei Fiori e la Danza dei Fiocchi di neve. Il gusto essenzialmente classico ed europeo si unisce alla presenza elegante di motivi popolari slavi. Ma dietro il valzer dei fiocchi di neve e la danza dei fiori si coglie  la mescolanza di momenti di fanciullesca spensieratezza (le danze dei bambini e degli automi) ai toni più cupi e grandiosi, con quel senso del tragico, scorre carsicamente al di sotto delle apparenze più serene, nello stile caro al compositore russo.
“Lo Schiaccianoci” è uno dei capolavori del balletto dell’Ottocento. Il balletto, dall’atmosfera natalizia per eccellenza, è l’ultima opera di Marius Petipa, il coreografo dei Teatri Imperiali russi a fine ‘800, che nello scrivere il libretto si è lasciato ispirare dal racconto di E.T.A. Hoffmann ‘Schiaccianoci e il Re dei Topi’, adattata per i bambini e trasformata in un balletto con le atmosfere oniriche tipiche della favola. Composta da Tchaikovsky nel 1892 su commissione del Teatro Imperiale di San Pietroburgo, il famigerato Mariinskij, nel periodo in cui il balletto russo era ai massimi splendori sotto la direzione dell’italiano Riccardo Drigo.

Maria Rita Galati
redazione@corrierecal.it







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