“Sento la terra girare”, si ride e si pensa con Teresa Mannino

Un altro sold out al teatro Politeama di Catanzaro

CATANZARO Quando la vedi uscire dall’armadio “sdraiato” su una distesa bianca ondeggiante, mentre “punta” i ritardatari, e si lascia andare ad apprezzamenti sulla città di Catanzaro – dove dice di non essere mai stata – non immagini che uscendo dal teatro Politeama “Mario Foglietti”, porterai a casa non solo due ore di divertimento, ma anche una bella dose di temi su cui riflettere. Le risate collettive che riscalderanno una serata glaciale si levano dalla platea fino a salire ai “mischini” abbarbicati sul loggione.
Tutto esaurito anche al Politeama di Catanzaro per lo spettacolo, racconta la disattenzione e l’indifferenza degli uomini nei confronti del “pianeta Terra”.
Teresa Mannino, eccezionale attrice siciliana che ha anche scritto i testi dello spettacolo “Sento la terra girare” insieme a Giovanna Donini, è capace di interagire con il pubblico fuori copione regalando momenti di altissimo cabaret, come quando si concentra sull’immancabile eterno conflitto tra uomini e donne (i primi dal ‘cervello più grosso’ come dimostra un recente studio per cui sono servite 46 mila fotografie, che non è garanzia di efficienza ed intuito: se lo studio fosse stato fatto da una donna, di foto ne sarebbe bastata una), la perfezione del milanese contro l’esagerazione del meridionale e le tradizioni del ‘terrone’, i cinquantenni che sembrano ventenni. I segni del tempo che passa, insomma, soprattutto per la Terra che rischia l’estinzione a causa delle scelte del sistema che ci condiziona, rendendoci vittime e strumenti inconsapevoli nello stesso momento.
«Ma la prova che qualcosa di epocale sta accadendo arriva quando vedo la pubblicità del filo interdentale per cani. Segno certo che stiamo per estinguerci al ritmo di zumba», dice ancora rappresentando il punto di vista del cagnolino in giro con il cappottino che preferirebbe essere lasciato in autostrada piuttosto che continuare in una deleteria umanizzazione.
La comicità con la quale vengono affrontati i temi ambientali, sociali e culturali sembra portare il pubblico verso una sensibilizzazione maggiore: dallo spostamento dell’asse terrestre, all’uso degli ogm per far aumentare il livello di proteine nel grano che una volta cresceva alto circondato da piante spontanee che, rispetto al grano costretto non crescere più in altezza diventano infestanti. La Mannino gioca con gli aggettivi e le parole, con le ripetizioni (divertentissima la scoperta del significato della parola pollo inteso come pennuto commestibile: “tu sei nato gallo, tu gallina e tu pollo”) e nonostante l’importanza della materia, ben venga la risata. Un testo semplice che ha saputo coniugare un tema importante come quello della salvaguardia dell’ambiente, con temi più “leggeri”, rendendo lo spettacolo ricco di argomenti e grazie alle doti di improvvisazione della Mannino la risata è garantita.
E conclude esattamente come comincia lo suo spettacolo: inizia con la poesia della poetessa polacca, Wislawa Szymborska, Nobel per la letteratura nel 1966, la “Disattenzione” che caratterizza “l’uomo malato di oggi”, e chiude con lo scrittore statunitense Kurt Vonnegut che fa riflettere sulla “apocalisse” cui siamo destinati se non cominceremo a cambiare le cose. Il pubblico applaude con vigore, un’altra scelta azzeccata del sovrintendente Gianvito Casadonte che segna un altro sold out.
Mentre in alto il grosso e rotondo fascio di erba secca che sembra rappresentare la Terra, ormai arida dalle modificazione genetiche e dal riscaldamento globale resta a ciondolare come monito.
Ricordiamo che lo spettacolo è una esclusiva per la Calabria della nuova stagione di eventi di Ruggero Pegna, le scene sono di Maria Spazzi e il disegno luci di Alessandro Verazzi, mentre il tour è prodotto dalla “Savà srl” di Monica Savaresi.

Maria Rita Galati
redazione@corrierecal.it







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