Al Politeama Dario si trasforma in Lucio

Al teatro di Catanzaro la performance dell’attore Ballantini. La trasfigurazione di un sogno nella vita reale

di Maria Rita Galati
CATANZARO Dario e Lucio. Ma anche Dario è Lucio. Una storia personale, quella di Dario Ballantini attore, trasformista e pittore, che diventa la trasfigurazione di un sogno nella vita reale. È il percorso di un liceale di Livorno, dal grande talento artistico, che fa della intensa passione per un grande musicista e cantautore, non uno qualsiasi ma Lucio Dalla, l’evoluzione di un mestiere che lo porta ad incrociare tra occasioni e coincidenze il suo mito, diventandone amico. Fino a riconsegnarlo a noi, in una bella serata primaverile al Teatro Politeama “Mario Foglietti” di Catanzaro, sul palcoscenico che diventa luogo senza tempo di concerti, dischi, frammenti di vita, successi ed evoluzioni di “un uomo libero, incosciente, che non ha mai avuto paura di sperimentare, di inguaribile ottimismo”. Due ore di concerto che scivolano tra l’emozione che resta sospesa nell’aria e l’amarcord, con qualche sentita risata, fino all’applauso finale, intenso e sincero come l’abbraccio tra Ballantini e il sovrintendente del teatro, Gianvito Casadonte.
Dario Ballantini, proprio lui il “Valentino” disturbatore di “Striscia la Notizia”, ci restituisce un intenso Lucio Dalla assumendone le sembianze fisiche e vocali, mentre ci racconta spezzoni di vita fatti dei pomeriggi con il fratello a vedere “Gli eroi dei cartoni” alla Tv, dei primi amori tra i banchi di scuola, dei disegni e delle imitazioni con le canzoni del cantautore bolognese a fare da colonna sonora. Ballantini raccontando la carriera artistica di Dalla ci prende per mano per ripercorrere la storia del nostro Paese, dalla speranza degli anni 60, alla sperimentazione dei 70, all’edonismo degli ‘80. Parole e musica che sono la personale “play list” dell’imitatore che giovanissimo grazie all’interpretazione di Dalla arriva su Canale 5, voluto da Corrado, e non perde mai l’aderenza alla sua natura di creativo tenendo stretto l’amore autentico per la pittura. Altro elemento che lo lega stretto a Lucio, già proprietario di una Galleria d’arte, che arriverà ad essere ospite ad una sua mostra alla Triennale di Milano. Ballantini, accompagnato da cinque straordinari musicisti diretti da Gianni Caltran, ci fa scoprire e riscoprire canzoni che testimoniano l’evoluzione artistica di Dalla interprete delle canzoni scritte da Roberto Roversi, la sua maturazione di cantautore attento alla satira sociale e politica, il talento avanguardista che si traduce in una incredibile capacità di anticipare i tempi, come testimoniano canzoni come “Futura” e “Washington”, mentre sullo sfondo si susseguono i ritratti realizzati dallo stesso Dario tra i banchi di scuola. Quando non avrebbe mai nemmeno sognato che vent’anni dopo avrebbe incrociato Dalla, e che il suo mito sarebbe diventato suo sostenitore e fan (con due “n” come gli scrisse in un sms), fino al primo incontro con il cantautore bolognese, emozionante e al contempo surreale e imprevisto. Aneddoti anche divertenti, come quando racconta dell’imbarazzo di inoltrare a Dalla un messaggio per Capodanno: “Come gli fai gli auguri a uno che ha scritto ‘L’anno che verrà?’.
Da “Piazza Grande” a “Caruso”, da “Stella di Mare” a “Il Cucciolo” fino al “bis non richiesto” “Anna e Marco”, Dario Ballantini, quindi, ha voluto regalare al cantautore scomparso nel 2012, ma anche ai fan e a se stesso, uno spettacolo che va oltre la semplice imitazione, al di là dell’omaggio e del ricordo. “Da Balla a Dalla” è, infatti, un percorso di conoscenza che attraverso la musica e la passione Dario arriva dritto al cuore pubblico, e non solo a chi ha amato Lucio.





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