I vandali (poetici) di Rossano – FOTO

I muri della città sono stati tappezzati da versi scritti da autori anonimi. Anche in Calabria prende piede il Mep, con l’obiettivo di emancipare il sublime a danno della decadenza delle comunità

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di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Non in molti ci hanno fatto caso, anche perché sembrano dei qualsiasi volantini appiccicati ai muri. Ed invece, a ben vedere, Rossano nell’ultima settimana è stata tappezzata di poesie.
Sì, proprio poesie, soprattutto in luoghi e su muri “sporchi”, come a voler lanciare un segnale chiaro ed inequivocabile: la poesia riordina l’anima.
«Grazie per aver visto in me musei dove io ho visto solo corridoi vuoti». Questi tra i tanti versi che campeggiano sui muri della città. Rossano, dunque, come Roma, Torino, Bologna, Milano, Firenze luogo dove è nato nel 2010 e si è diffuso il Mep, il Movimento per l’emancipazione della poesia che ha raggiunto anche queste latitudini dello stivale.
Sembrano affissioni abusive con la colla, e qualcuno ha anche storto il naso pensando all’ennesimo vandalismo. Ma poi avvicinandosi, ecco la sorpresa.
Precetto fondamentale del Movimento per l’emancipazione della poesia – che ha preso piede in Calabria anche a Reggio e Catanzaro – è quello di scegliere muri scrostati e trasandati, con l’assoluto divieto di attaccare poesie su edifici pubblici, monumenti o chiese. Insomma, sdoganare il sublime. Ogni foglio A4 presenta il timbro distintivo del movimento artistico. Si scrive di amore, di solitudine, si cita Marx, ci si spoglia per gettarsi in pasto alla sensibilità altrui. Alla fine dei versi c’è la firma, a mo’ di indicizzazione poetica, una lettera puntata e a fianco un numero.
Una bella iniziativa che, sicuramente, è stata portata avanti da ragazzi di questa città. Un dolcissimo, quanto beneaugurante atto vandalico votato alla bellezza per dimostrare come le nuove generazioni hanno ancora tanto da dare, da regalare e da esprimere, allontanando il cliché di una gioventù avviluppata nei social e nelle vacuità. C’è tanto campo da mietere ed è fatto di parole, cose, bellezza e poesia. (redazione@corrierecal.it)







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