Catanzaro, l’Accademia celebra Tintoretto a 500 anni dalla nascita

Il pittore veneziano è stato celebrato con una giornata di studi e la proiezione di un docufilm di Giuseppe Domingo Romano

di Maria Rita Galati
CATANZARO Capace di sconvolgere il pubblico per la complessità della sua macchina narrativa. Come avviene con il Miracolo dello schiavo o Miracolo di San Marco, ora alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che dipinge nel 1548. Per l’evidenza dei dettagli, per la densa scansione dei volumi, che sembrano scolpiti e per l’assoluta novità dello stile. L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, unica istituzione Afam in Italia, ha celebrato il pittore veneziano nel 500esimo anniversario dalla nascita con una giornata di studi e la proiezione del docu-film di Giuseppe Domingo Romano, in arte Pepsy Romanoff, dal titolo “Tintoretto, un ribelle a Venezia” prodotto da Sky Arte nel 2018 e distribuito da Nexo Digital, nel cuore del centro storico di Catanzaro, ospitando studenti, docenti e appasionati nel Nuovo Supercinema. A introdurre le iniziative è stato il direttore dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro, Vittorio Politano che sottolienato come questa celebrazione di Tintoretto sia “una bella opportunità per la città capoluogo di regione, ed è molto significativa perché la nostra Accademia è l’unica istituzione Afam in Italia a organizzare una giornata di studio per i 500 anni della nascita di Tintoretto, che è un grande artista. Inoltre – ha sostenuto Politano – per noi portare, con questa celebrazione, l’arte nel centro storico di Catanzaro è importante, anche per segnare la nostra presenza in vista dell’imminente spostamento nella nuova sede nell’Educandato”. A sua volta, il presidente dell’Accademia di Belle arti, Giuseppe Soriero, ha parlato di “segnali importanti che l’istituzione formativa dà alla città di Catanzaro e alla Calabria, con una serie di iniziative che la pongono all’avanguardia anche sul piano nazionale. L’Accademia, che era stata relegata in una sorta di periferia, oggi invade il centro storico con due attività culturali e scientifiche di alto profilo”.
Ad aprire le celebrazioni una “lectio magistralis” del docente dell’Accademia, Andrea La Porta, che si è soffermato sull’attualità dell’arte di Tintoretto.
«Il pittore veneziano – ha detto La Porta – è stato l’anticipatore, dal punto di vista artistico e culturale, di molte soluzioni stilistiche che sono poi state adottate dall’arte, non solo italiana, a partire dalla fine del ‘500. Inoltre, Tintoretto ha rappresentato molto nella storia della cultura italiana e mondiale perché ha capito e anticipato artisticamente quello che qualche decennio dopo hanno scoperto scienziati come Galileo e Newton: la forza di attrazione che la terra in quanto materia e massa esercita nelle relazioni tra gli uomini. Se guardiano ai suoi quadri vediamo che le figure che canonicamente venivano rappresentate come eteree, leggere e sospese, Tintoretto le rende pesanti, facendo vedere che anche i santi non svolazzano in cielo ma cadono sula terra. Sembra n punto insignificante ma – ha aggiunto La Porta – è fondamentale dal punto di vista storico e oserei dire anche ideologico, Tintoretto infatti è stato definito una sorta di materialista ante litteram». (redazione@corrierecal.it)





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