Not(t)e d’Autore fa “rivivere” i giganti della musica italiana

di Maria Rita Galati CATANZARO La puntina scorre veloce sul vinile d’annata. Ed è subito emozione. La voce inconfondibile di Rino Gaetano – artista di razza, orgogliosamente calabrese, scomparso troppo…

di Maria Rita Galati
CATANZARO
La puntina scorre veloce sul vinile d’annata. Ed è subito emozione. La voce inconfondibile di Rino Gaetano – artista di razza, orgogliosamente calabrese, scomparso troppo giovane – ci introduce a ritroso su un tappeto di note per ritrovare la canzone d’autore che ha reso la musica italiana immortale. Sono i versi di Dalla, De Andrè, Lolli a unire in un unico abbraccio generazioni di appassionati senza età. La presentazione della seconda edizione di Not(t)e d’Autore, la rassegna di concerti dedicata alla canzone d’autore italiana contemporanea, diventa occasione preziosa per ascoltare e “passeggiare” lungo i sentieri di una storia fatta da giganti, da Fred Buscaglione a Gaber. Al Museo del Rock di Catanzaro, ci pensa Piergiorgio Caruso – il medico-collezionista che ha donato un cospicuo patrimonio di vinili, tra i quali molti pezzi unici facendo sorgere questa struttura unica in Italia – a fare da spalla ai direttori artistici della rassegna, Marcello Barillà e Giancarlo Riccelli. E così, affiancati da Antonio Ludovico, altro pilastro del Museo, la ‘presentazione’ della rassegna che si terrà nel Complesso monumentale San Domenico a Taverna, dal 19 al 27 luglio, diventa un momento di socializzazione con la musica d’autore da condividere. «Giganti che stanno nella nella nostra storia», dice Barillà riferendosi ai cantautori degli anni 60 e 70 che «hanno fatto la storia della cultura europea eppure sembra si sia persa la loro memoria. Ma la cultura italiana è tutt’altro che morta – rimarca il direttore artistico –, sopravvivono i protagonisti migliori ma anche quelli che non ci sono più come Dalla, Lolli e De Andrè che continuano ad esistere, questo filone si è tutt’altro che esaurito e oggi ci sono degni cantautori di quelle scuole. Da questa considerazione è emersa l’idea di fare questa rassegna». Artisti che, fuori da ogni logica consumistica, percorrono una strada forse più faticosa per raggiungere il pubblico, divenuto di nicchia, ma sicuramente autentica. Il successo della prima edizione della rassegna, tenuta nell’Oratorio del Carmine nel 2017, scongiura il rischio, o il timore, di ricreare un clima da reduci e combattenti: «Abbiamo visto che c’era gente che invece si voleva ritrovare attorno questo patrimonio comune».
La rassegna si sposta a Taverna per esigenze “burocratiche”: la partecipazione al bando per accedere ai fondi regionali prevede l’indicazione di un bene di interesse culturale da valorizzare come location, e i tempi che portano il finanziamento portano a sforare verso l’estate, quando è più facile muoversi e il centro di Catanzaro si svuota. Ma Taverna, rappresentata dal sindaco Sebastiano Tarantino, è ad un passo dal Capoluogo. «Questo è il quarto bando in cui i progetti che ci vedono coinvolti sono ammessi e finanziati – spiega il sindaco – abbiamo dato la disponibilità del bene sposando la filosofia del progetto come abbiamo fatto con la mostra Mattia Preti e Guercino, o la mostra che è attualmente fruibile che rigiarda il 600 e abbiamo realizzato grazie ad una convenzione con l’Università Orientale di Napoli».
Il plauso all’organizzazione di Not(t)e D’Autore arriva anche dal responsabile amministrativo dell’assessorato regionale alla Cultura, Salvatore Bullotta: «State realizzando una delle finalità del progetto: riuscite a fare educazione musicale per le generazioni sguarnite come la mia. E vincendo il bando per gli eventi culturali avete imboccato il percorso della storicizzazione, la parte più importante è sicuramente il contributo alla valorizzazione dei beni culturali».
E si fa quindi alla musica, concerti di grande spessore realizzati grazie alla generosità di amici, che amano la Calabria e onorano i rapporti personali. Molti si devono a Giancarlo Riccelli, leader degli Arangara, amico e musicista di Guccini. «Non penso che la musica d’autore sia finita – afferma – non è cambiato l’impegno, è cambiato il mezzo con cui si diffonde, cerca comunque di mantenere un contatto con il pubblico a cui cerca di stimolare una riflessione».
Si parte quindi il 19 luglio con Enrico Capuano; il 20 luglio Max Vigneri; il 21 luglio abbiamo un omaggio a Francesco Guccini con Flaco Biondini, Ellade Bandini, Enzo Frassi, Antonio Marangolo; il 22 luglio Luca Fratto (Lisbona) e Renzo Zenobi, si prosegue il 23 luglio con Salvatore Gullì e il 23 luglio con Edoardo De Angelis. Il 24 luglio tocca a Mino De Santis, seguito il 25 luglio da Peppe Fonte; il 26 luglio tocca a Mimmo Crudo&Lady U (Ondanomala) e Celeste Iiritano, ed infine il 27 luglio, Claudia Cantisani. Ore 21, Chiostro San Domenico a Taverna. (redazione@corrierecal.it)







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