Le Castella, si cercano volontari per gestire il maniero chiuso

Il Polo museale della Calabria esplora una strada per uscire dalla paralisi e riaprire il monumento. Giallo su un accordo con i sindacati. La Cgil pronta a dare battaglia

di Gaetano Megna
ISOLA CAPO RIZZUTO Corsa contro il tempo per riaprire il complesso monumentale di Le Castella. Il castello è chiuso dal 31 dicembre scorso, da quando, per effetto del Decreto Franceschini, il complesso monumentale, simbolo delle bellezze della Calabria, è passato dalla gestione del Demanio marittimo a quella del Polo museale calabrese con sede a Cosenza. Il nuovo titolare non sa a chi farlo gestire ed ecco perché ieri sono piombati a Crotone il direttore del Polo museale di Cosenza, Antonella Cucciniello, e il responsabile del Segretariato regionale della Calabria, Salvatore Patamia, con l’obiettivo di trovare, tra i lavoratori in forza nella città pitagorica, quattro volontari per la gestione di Le Castella. È stata tentata anche la via della manifestazione di interesse nella speranza di trovare i volontari che, però, al momento non ci sarebbero. Nessuno vuole andare a Le Castella a titolo gratuito, perché questa sarebbe la proposta, secondo quanto ci è stato riferito. Gli eventuali volontari disponibili a dire sì alla manifestazione di interesse dovrebbero, a proprie spese, viaggiare da Le Castella. In questa situazione il no è scontato e allora non resta altro da fare che disporre d’ufficio il trasferimento, ma bisogna fare i conti con i sindacati, che sono già sul piede di guerra. Ieri si è sparsa la voce che Cucciarelli e Patamia avrebbero sottoscritto un accordo con le sigle sindacali per l’impegno dei lavoratori di Crotone. Il segretario regionale della Funzione pubblica Cgil, Bruno Talarico, dice subito «che non c’è assolutamente nessun accordo con il sindacato».
Talarico, che si è occupato della questione, ha verificato che l’accordo è stato sottoscritto da un solo sindacato, una sigla autonoma, e con due Rsu del Segretariato. La Cgil è pronta a dare battaglia. Il problema rischia di incancrenirsi, mentre il castello continua a restare chiuso, nonostante l’arrivo dei turisti che vorrebbero visitarlo. Rischia di restare chiuso nonostante l’impegno del prefetto di Crotone, Fernando Guida e del commissario “anziano” della commissione prefettizia di Isola Capo Rizzuto, Domenico Mannino.
Alla Pro loco di Le Castella, che ha gestito il complesso monumentale sino a quando la competenza non è passata al Polo museale della Calabria, dicono di non essere stati contattati da nessuno. Nessuno avrebbe chiesto la loro disponibilità a gestire il castello temporaneamente e sino a quando non sarà trovata una soluzione praticabile e definitiva. Mentre sul complesso monumentale di Le Castella i riflettori restano accessi, anche se sino ad ora con scarsi risultati, continua il silenzio assordante sulla riapertura del castello di Crotone, chiuso con un’ordinanza sindacale del 4 aprile del 2018. L’ordinanza è stata emessa in seguito alla denuncia presentata dalla senatrice Margherita Corrado sulla presenza, all’interno del maniero, di sostanze inquinanti. Anche a Crotone arrivano i turisti e vorrebbero visitare il monumento. Questa mattina a Le Castella c’è stata una novità importante, su disposizione di Mannino all’alba è stata bonificata la spiaggia, ridotta ai minimi termini dal torrente Acquavrara, quello che ogni anno è sotto la lente di ingrandimento di Legambiente, perché scarica a mare escherichia coli.
Mannino ha fatto uno sforzo economico per l’intervento, perché le casse del Comune di Isola Capo Rizzuto sono in rosso e non è detto che non si debba ricorrere alla richiesta di dissesto finanziario. Il prefetto, oggi impegnato nella gestione di uno dei Comuni più complessi d’Italia, punta il dito anche contro il comportamento di molti cittadini, che non vogliono fare la raccolta differenziata e abbandonano i sacchetti dell’immondizia in ogni angolo del Comune. (redazione@corrierecal.it)







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