Mgff, Mastandrea abbraccia il suo pubblico

L’attore racconta “Ride”, la sua prima esperienza dietro la cinepresa: «Pensavo a questo film da 15 anni». E boccia la politica: «Ormai si fa con il telefonino, meglio il cinema»

di Maria Rita Galati
CATANZARO
«Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore», scriveva Italo Calvino e “Ride”, film in concorso questa sera nella quinta giornata della edizione numero XVI del “Magna Graecia Film Festival”, è proprio questo: il racconto di chi resta e deve fare i conti con la società, le istituzioni e le responsabilità, dopo la morte di un operaio in una fabbrica di Nettuno. E per non “spoilerare” il film che lo vede dietro la macchina da presa, con davanti la sua compagna Chiara Martegiani tra gli attori protagonisti – assieme a Milena Vukotic e Milena Mancini (completare il cast ci sono anche Renato Carpentieri, Stefano Dionisi e Arturo Marchetti), dalla conferenza stampa di presentazione del film, all’Hotel Perla del Porto, alla masterclass in un Supercinema gremito, Mastandrea si concede alla stampa e al suo pubblico in maniera generosa, regalando sorrisi e spunti di riflessione.
Uno degli attori più amati del cinema italiano parte dalla sua opera da regista per raccontarsi con ironia e autoironia e un pizzico di malinconia, ma solo quella buona che alla fine produce ti conduce a guardare al mondo con il filtro dell’allegria. Perché – come dice nell’incontro pomeridiano introdotto dal bravo Antonio Capellupo e sollecitato dal pubblico – «io non sono né depresso né triste come spesso mi descrivono, la mia è una corazza nell’affrontare il pubblico». Ma il pubblico lo ama, lo segue, lo conosce e lo apprezza per quel coraggio che ha di essere se stesso, e quindi autentico nell’interpretazione che non poggia su grandi studi accademici ma è l’espressione massima della passione, della capacità di sorprendersi ancora. Nella consapevolezza che «l’attore ha una grande fortuna, può vivere tante vite, ma non deve mai perdere la curiosità. L’unico modo che ho di interpretare un personaggio è pescare da me». Una carriera fortunata, cominciata quasi per caso – «il cinema mi ha colmato un vuoto che avevo e che forse altri riempiono in altro modo, io sono stato salvato da un ciak, il primo davanti ad un ospedale» – spuntato nel panorama cinematografico come l’attore che mancava, quello che era sé stesso, che poteva essere percepito come autentico.
La grande sfida di “Ride” era trattare un tema così importante come le morti bianche con un tono completamente opposto, disincantato, ingenuo, divertente a volte . Perché «il cinema in qualche modo aiuta a non far finta di niente davanti a grandi temi. E raccontando situazioni e aspetti del vivere quotidiano il cinema – rimarca Mastandrea durante la masterclass come nel corso della conferenza stampa mattutina – va a colmare dei vuoi della politica». Valerio attore non si scinde dal Valerio uomo che non nasconde le proprie convinzioni, il proprio di essere e di pensare che lo porta ad essere vero, a presentarsi come l’amico dalla battuta pronta che tutti vorremmo avere sul divano a bere una birra prima della partita (magari non Roma-Juve). «La politica oggi non si occupa della strada, della gente, intellettuale oggi si fa politica con il telefonino, mentre il cinema è capace di entrare nella vita delle persone in maniera naturale portando avanti un lavoro culturale, quello che fa riflettere sulle diversità che tiene viva l’attenzione sulla visione sociale, che non guarda solo da una parte», afferma ancora Mastandrea che ha sempre il coraggio di manifestarsi con le sue idee, e le tante scelte fatte con il cuore più che con la testa.
Nel corso della conferenza stampa della presentazione del film ha spiegato come la scelta di fare la regia arriva dopo una lunga maturazione: «Erano 15 anni che pensavo a questa storia, i film non si fanno facilmente e i film nascono assieme a collaboratore, non è facile se tieni all’etica del lavoro». Nel cinema, insomma, c’è ancora coraggio quello che permette al sistema di rinnovarsi, «di riconoscere e tutelare la sala invece di guardare agli interessi personali che la fanno da padrone, il problema è sistemico. Il pubblico c’è, è il coraggio di cambiare che manca – afferma ancora al Supercinema -, la pigrizia del pubblico spesso è usata come alibi, la paura di rischiare da parte di settore specifico del sistema cinema sta omologando tutto. La risorsa del nostro cinema sono gli autori che attraverso se stesso racconta tanto e tanti giovani che vogliono fare cinema La piattaforma non è un limite ma uno stimolo». E parlando di autori, Mastandrea racconta non senza difficoltà della penna geniale e della grande ironia dell’amico Mattia Torre, scrittore e sceneggiatore scomparso due settimane fa dopo una grave malattia. Il dolore è ancora intenso, e forse lo sarà sempre, difficile parlare di un amico caro al passato, ma portare nei teatri il lavori di Mattia e mantenerne in vita la genialità raccontandole sarà il modo migliore per non perderlo.

IL PROGRAMMA DI DOMANI, GIOVEDÌ 1 AGOSTO del festival prevede, alle ore 12.00, la conferenza stampa con Simone Catania, Vinicio Marchioni e Chiara Muscato regista e interpreti del film “Drive me home”, moderata da Chiara Fera. Alle ore 18.15 la presentazione del libro di Chiara Francini “Un anno felice” (Rizzoli) all’Hotel Perla del Porto, moderato da Donatella Soluri. Sempre alle ore 18.15, ma al Blanca Cruz di Caminia, la presentazione del libro di Massimo Poggini e Claudia Riva, “Massimo Riva Vive! La vita rock dello storico chitarrista di Vasco”. Moderano Andrea Di Consoli e Edvige Vitaliano. Alle ore 19.30 la presentazione del libro di Toni Capuozzo, “La culla del terrore” (Signs Publishing), moderata da Andrea Di Consoli e Teresa Pittelli. Alle ore 21.30 la performance musicale dei Selton e, a seguire, la proiezione del film “Drive me home” di Simone Catania, con dibattito finale con regista e attori del film, moderato da Antonio Capellupo. Ospiti della serata: Maria Pia Ammirati, Simone Catania, Vinicio Marchioni, Chiara Muscato, Chiara Francini. (redazione@corrierecal.it)







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