“Le intellettuali” di Molière, sold out al Polivalente di Catanzaro

L’associazione “Acli-NuovaScena” ripropone con successo l’ultima commedia del grande personaggio del teatro mondiale, riletta efficacemente in termini attuali

CATANZARO Il giorno dopo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’associazione “NuovaScena AcliArteSpettacolo” di Catanzaro riporta in scena “Le Intellettuali” (l’ultima commedia di Molière scritta nel 1672). Dopo aver calcato il palcoscenico del CineTeatro Comunale a giugno, a conclusione dell’anno di corso del laboratorio 2018/2019, fa il sold out al teatro del Centro Polivalente di via Fontana Vecchia. Una scelta con casuale, per una compagnia amatoriale che ha dimostrato grande senso civico e sensibilità al tema della violenza della donna mettendo in scena uno spettacolo molto intenso come il “Barbablù”, tratto dal libro “Ferite a morte” di Serena Dandini. Un modo coinvolgente e non semplicemente celebrativo per mettere al centro le Donne, quelle con la D maiuscola: decise, grintose, che sanno quello che vogliono e che sono capaci di tutto. Ironiche e intraprendenti, che sanno essere docili madri, mogli agguerrite, lavoratrici, ma anche amanti dell’arte e della letteratura perché mai rinunceranno al sapere. L’abile e innovativa regia di Romina Mazza rilegge Molière connotando di grande attualità la drammatizzazione per la tematica che affronta, quella del rapporto uomo-donna. Si mettono a nudo valori come la famiglia e la cultura, trattandoli come prese di posizione il cui movente è opportunistico: si parla del potere continuamente celebrato; ma potere è la cultura, come potere è l’ignoranza; è potere l’intellettuale, ed è potere la serva di casa; è potere la tradizione ed è potere la novità. E’ potere il maschio ed è potere la femmina: perché il potere non ha sede né volto, cambia faccia e posizione a seconda di chi lo detiene. Gli attori in erba affidati alle sapienti cure di Romina Mazz,a che dello spettacolo in scena domani ha curato la regia e l’adattamento del testo, non solo sono bravi e maturi, ma sono talmente credibili da coinvolgere con grande entusiasmo il pubblico che ride e si diverte nella migliore delle tradizioni della commedia. La storia la conosciamo: Armanda (Daria Mirante Marini)  la figlia di una famiglia della borghesia francese, assomiglia in tutto e per tutto a sua madre Filaminta (Azzurra Conforto), una donna completamente assorbita dagli interessi artistici e intellettuali, tanto da lasciar quasi perdere altri aspetti della vita privata e coniugale. La sorella Enrichetta (Ilenia Pia Ciambrone) rappresenta la visione opposta fatta di semplici “pretese” come un marito e dei figli: l’una che ‘sposa’ una vita dedicata ai nutrimenti dello spirito, mentre l’altra, sorella minore, sogna una vita in seno al focolare domestico. In questo caso, c’è anche un oggetto del contendere sia spirituale che carnale, Clitandro (Saverio De Filippo), di fatto conteso tra le sorelle ma, dopo il rifiuto di Armanda, sinceramente innamorato di Enrichetta. Questo suo atteggiamento, ovviamente, non rende particolarmente felice suo marito Crisalo (Vincenzo Pugliese), che al contrario, è una persona più semplice, meno artificiosa della moglie. Ed è una persona che dà, invece, grande importanza ai valori morali, quali l’amore e la famiglia. Il tutto si snoda in cinque atti in maniera scorrevole e gustosa, con le incursioni della serva Martina (Marilena Esposito) e della consigliera (Patrizia Puccio) ed in particolare da segnalare una esilarante Belisa (Roberta Paparazzo), divertente Trissottani (Vittorio Zofrea) e una simpatica (Irene De Domenico). Senza dimenticare il cameo del notaio, Mattia Procopio. Il teatro, nell’ottica dell’Associazione NuovaScena AcliArte Spettacolo, come spiegato dal presidente Salvatore Conforto in avvio di serata è uno strumento educativo in grado di restituire una centralità all’essere umano in tutte le sue componenti, i suoi valori assoluti e permettendo di conoscere e riflettere su testi letterari e teatrali che non sempre arrivano ad essere trattati nel corso dell’anno scolastico. Il teatro è vita e nutrimento spirituale, dicono quelli di Nuova Scena, e gli allievi del laboratorio crescono bene.

 







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