Catanzaro, la Cineteca della Calabria presenta “Il cinema antropologico”

“Testimoni del Sud” è l’evento organizzato all’Accademia delle Belle Arti

CATANZARO Testimoni del sud è il titolo dell’evento organizzato dalla Cineteca della Calabria in collaborazione con l’Accademia di belle Arti di Catanzaro nell’ambito della XIV edizione del Premio Mario Gallo. Intorno alla metà degli anni ’50 un gruppo di intellettuali si muove verso l’Italia Meridionale per raccogliere e raccontare la cultura e la società del luogo che di il’ a pochi anni sarebbe scomparsa. Sono etnomusicologi come Alan Lomax e Diego Carpitella, registi come Vittorio de seta e Luigi di Gianni, ispirati dalle teorie antropologiche di Ernesto de Martino, che hanno lasciato un patrimonio sonoro e visivo di grande interesse per decodificare la complessa società meridionale. Grazie a loro si modifica l’atteggiamento di rifiuto della cultura contadina, perché considerata sinonimo di arretratezza e povertà, e si capisce finalmente l’importanza di tutelarne la memoria e la conservazione. I viaggi a Sud proseguono anche negli ani’60 con Gianfranco Mingozzi e Mario Carbone che documenta il passaggio in Lucania di Carlo Levi.
Tra il 1958 ed il 1971, Luigi Di Gianni realizza una lunga serie di film documentari che costituisce un vero corpus unico nella storia del cinema italiano ma anche un’importante ricerca antropologica effettuata con tanti elementi scientifici e con una rara sensibilità poetica. Dalle musicalità arcaiche del lamento funebre, carico d’echi pagani, nella Basilicata degli anni cinquanta, alla devozione delle anime del Purgatorio a Napoli, nella Città del Sole, dall’ancestrale culto litico delle pietre dell’Abruzzo alle pratiche esorcistiche in Irpinia, dagli arcaici pellegrinaggi, carichi di profonda religiosità popolare, sui monti del Pollino alle inquietudini spirituali che attraversavano il Gargano e le stimmate di Padre Pio, dai casi di possessione nel Salernitano ai raduni d’ossessi a Montesano tutti questi lavori rappresentano una delle più importanti e organiche testimonianze della cultura subalterna meridionale percepiti, studiati, documentati e fotografati in una fase traumatica, di transizione epocale, di disagio, di passaggio, di soglia, di tumultuoso cambiamento. La manifestazione è dedicata a Luigi di Gianni, recentemente scomparso. In programma, a partire dal 13 febbraio alle 16 l’inaugurazione della mostra, curata da Eugenio Attanasio e Antonio Renda e la proiezione del film La malattia dell’arcobaleno di Simone del Grosso in memoria di Luigi di Gianni, con interventi di Andrea La porta e Letizia Paonessa. Giorno 14 prosegue con le proiezioni de La Taranta di Ganfranco Mingozzi e Dedicato ad Antonino Uccello di Vittorio de Seta , con interventi di Danilo Gatto e Francesco Cuteri. Giorno 20 in programma Il demonio di Brunello Rondi con intervento di Mauro Minervino, giorno 21 si chiude con Il carretto siciliano di Ugo Saitta e Gangale di Eugenio Attanasio, con interventi di Letizia Paonessa e Francesco Cuteri





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