Il maestro Arlia: «Musica classica? Impossibile l’insegnamento online»

Didattica al tempo del coronavirus. Il celebre direttore d’orchestra rimarca la necessità di adeguare le direttive ministeriali anche ai conservatori: «Sono scuole pubbliche»

CATANZARO «Il campo dell’insegnamento della musica classica come sempre è stato dimenticato. Nei decreti sono state esortate le università a organizzare lezioni online. Però, hanno dimenticato che lo strumento musicale per poter esser insegnato ha bisogno dell’insostituibile contatto con l’insegnante: correggere la posizione sullo strumento è qualcosa che non si può fare su piattaforme online». Filippo Arlia, uno dei giovani direttori d’orchestra italiani più conosciuti nel mondo e direttore del conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, solleva una questione fondamentale per l’insegnamento della musica classica nell’emergenza legata al coronavirus.
«Si sono create problematiche di non poco conto – continua Arlia intervistato da 9colonne – perché non è stata data una direttiva precisa. Sarebbe stato meglio dire che tutte le materie che prevedono il contato insostituibile col maestro dovrebbero essere recuperate in presenza alla fine dell’emergenza. Noi speriamo che avvenga, ma al momento è a discrezione di ognuno, perché la maggior parte dei direttori di conservatorio ha detto di passare all’online».
L’impostazione sullo strumento, difatti, non è qualcosa che si può apprendere a distanza, un po’ come accade nella danza classica: «Ma come si fa una lezione online con il pianoforte? Non penso che esista il modo di correggere la postura: da secoli l’insegnante abbassa le spalle allo studente di pianoforte fino ad arrivare alla posizione corretta».
Arlia passa poi ad analizzare il crollo economico che sta travolgendo il settore dell’intrattenimento e, in particolare, della musica classica. «È un disastro – afferma il maestro calabrese – si è fermato tutto. Personalmente, il 14 marzo dovevo presentare il nuovo disco di Duettango a Roma e ovviamente non si è potuto fare. La recita del 3 maggio a Berlino con la Filarmonica slitta all’autunno. Dal punto di vista artistico ognuno di noi sta subendo colpi professionali ed economici. Ma se la situazione artistica può prevedere un recupero, quella didattica, essendo i conservatori scuole pubbliche, hanno bisogno di una direttiva per la quale dovremmo fare tutti le stesse cose, per evitare un vero caos».







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