Fase 2, le Università calabresi sono con Manfredi

I rettori De Sarro (Magna Grecia), Leone (Unical) e Zimbone (Mediterranea) plaudono alle misure promosse dal ministro per contenere i rischi di contagio. E salutano positivamente le iniziative messe in campo dal governo per la Ricerca e l’Università

COSENZA Lezioni, esami di profitto e sedute di laurea in modalità telematica ancora per la Fase 2 dell’emergenza da Coronavirus. Sono concordi all’unisono i rettori dei tre atenei statali calabresi, Giovambattista De Sarro dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, Nicola Leone dell’Università della Calabria di Rende e Santo Marcello Zimbone dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, nell’adozione di uniformi misure precauzionali per le prossime settimane. Convengono sul fatto che le condizioni emergenziali legate alla pandemia non consentono ancora di ripartire in piena sicurezza con le attività didattiche e curriculari in presenza.
Il ritorno in aula comporterebbe una massiccia circolazione sui mezzi pubblici di trasporto, settore particolarmente a rischio contagi, e richiederebbe continui interventi di igienizzazione delle aule, persino ai cambi di turno, e degli spazi comuni, quali mense e biblioteche. Misure che al momento gli atenei non riuscirebbero ad assicurare in totale sicurezza per garantire la massima efficacia alle norme di legge, come emerge dal fatto che l’attività didattica a distanza accomuna la quasi totalità delle università italiane.
I tre rettori calabresi sono consapevoli di quanto le misure di contrasto alla situazione di emergenza abbiano finora imposto decisioni spesso difficili, richiedendo sacrifici a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, che hanno dovuto utilizzare con immediatezza strumenti organizzativi e di lavoro in parte nuovi, guidati dall’obiettivo di dare risposte efficaci che coniugassero il diritto allo studio con le esigenze cautelative legate all’emergenza da Covid-19.
Una crisi sanitaria senza precedenti che, purtroppo, è ancora in piena evoluzione, nonostante gli allentamenti di alcune misure restrittive imposte dal Governo. D’altra parte, si attende ancora un potenziamento della rete di medicina di base, in grado di fornire anche assistenza domiciliare, come tarda ad arrivare l’attesa applicazione digitale, necessaria per tracciare rapidamente i contagi e isolare i focolai.
La Calabria soffre per la debolezza del sistema sanitario regionale eccessivamente ridimensionato negli ultimi anni. Dunque, in un tale contesto di riferimento, per limitare i rischi e tutelare la salute, le attività didattiche delle prossime settimane proseguiranno a distanza, mentre si può già da tempo accedere ai laboratori di ricerca, con le modalità specifiche adottate dai singoli atenei. Resta precluso il rientro nelle residenze universitarie, ferma restando la possibilità di ritirare, in maniera concordata, effetti personali e materiali per lo studio.
De Sarro, Leone e Zimbone plaudono alle misure riguardanti università e ricerca del Decreto “Rilancio” annunciato dal Governo, che stanzierà fondi importanti, accogliendo le richieste dagli atenei italiani. Un particolare plauso dei tre rettori è rivolto all’azione d’impulso e al lavoro del Ministro dell’Università e alla Ricerca scientifica Gaetano Manfredi. Un plauso sia per i fondi destinati al diritto allo studio, con l’incrementato sostegno della cosiddetta no-tax area, di cui auspicano una ripartizione tra gli Atenei che tenga adeguatamente conto dell’incidenza, notevolmente maggiore nel sud del Paese, delle famiglie a basso reddito, sia per la lungimirante attenzione riservata alla ricerca scientifica, con investimenti utili a garantire 4.000 posti a giovani ricercatori.





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