Mafia, Servizi e intrighi per le “Eroine” di Vinicio Leonetti

È in uscita per “Città del Sole”, con la prefazione di Sergio Rizzo, il romanzo del giornalista. Trame di Stato e manipolazioni criminali per una storia sul confine tra potere legittimo e interessi mafiosi

È in uscita per Città del Sole il libro “Eroine”, di Vinicio Leonetti, giornalista e storica firma della Gazzetta del Sud. Qui vi proponiamo la sinossi del volume e, di seguito, la prefazione del giornalista di Repubblica Sergio Rizzo.

Da ragazza che spacciava cocaina a poliziotta e spia. Diventa testimone di giustizia, entra nei reparti speciali delle forze dell’ordine dopo averle fatto cambiare faccia. Un’abilissima “testa di cuoio” praticamente senza famiglia che viene mandata in giro per il mondo a salvare tanti soldati Ryan. E’ lei la prima eroina.
Concetta è una diciottenne cresciuta in una Palermo intrisa di mafia, in una famiglia onesta e molto modesta. E’ ambiziosa. I suoi amici sono piccoli spacciatori dei bassifondi, ma il sogno della ragazza è fare la poliziotta.
Per caso diventa testimone di un duplice omicidio. Le vittime sono un maresciallo dei carabinieri e sua moglie, uccisi per strada da due killer a Palermo. Concetta li riconosce, uno di loro è il suo ex fidanzato. Ma va lo stesso a denunciare il fatto alla polizia: “Ho visto tutto!”. Diventa un’eroina, testimone chiave nel processo, fa condannare i killer ed entra nel regime di protezione. Cambia identità in una clinica, Concetta diventa Marisa e lo Stato le fa avere tanti soldi e un posto in polizia a Roma. Ma dopo qualche anno spuntano fuori due pentiti di ‘ndrangheta che confessano il delitto di Palermo, scagionando i killer accusati dalla supertestimone. La vicenda è accaduta davvero trent’anni fa in Calabria. Concetta viene condannata per calunnia.

Lei però punta i piedi, resta in polizia. Lo Stato teme che possa rivelare tutte le manipolazioni della magistratura (e non solo) avvenute per poter condannare i due killer accusati da lei. La ragazza intanto studia, viene addestrata, rimane di fatto senza famiglia, e diventa abile agente dei servizi segreti, partecipa con successo a molte operazioni della serie “Salvate il soldato Ryan”.
Tra gli altri porta a termine una missione impossibile in Sinai per liberare una giornalista italo-americana, Violetta, molto in vista e al centro del gossip Oltreoceano, che era stata rapita da una frangia dell’Isis e tenuta prigioniera in un resort a Sharm. Ma anche la giornalista è un’agente del Mossad in missione in Egitto. In realtà è interessata a incastrare il diretto concorrente russo di suo padre nella scalata a una fondazione da milioni di dollari.
Marisa in Svizzera va in vacanza. Vede un senatore siciliano che conosce da quand’era giovane e con cui ha una relazione saltuaria. Il senatore italiano è praticamente l’unico a conoscere la vera identità di Concetta, alias Marisa. L’agente dei servizi scopre che il politico continuava a pagare le famiglie dei pentiti calabresi che avevano confessato la strage di Palermo. In pratica i pentiti, che avevano ucciso molte altre volte, dicono il falso. Il politico viene eliminato dall’agente dei servizi con un’overdose, temendo che lui parli con i suoi referenti boss mafiosi.
Marisa diventa una star dopo la liberazione della giornalista. Ma perde la sua copertura di agente segreto. Ospite di trasmissioni tv in tutto il mondo, viene trasferita negli uffici del consolato italiano di New York. Il processo contro chi aveva accusato della strage viene riaperto e la ragazza riacquisisce credibilità. Marisa e Violetta, due eroine ma con un passato tutto da scoprire.

Prefazione
di Sergio Rizzo
Quella che state per leggere non è una storia vera ma prende spunto da vicende realmente accadute. A dimostrazione del fatto che niente meglio della realtà offre materia alla fantasia, quando si ha la bravura di coglierne le suggestioni. La protagonista principale si chiama Marisa ed è nata dalla parte sbagliata della società. La parte nella quale domina la violenza, la sopraffazione e il sopruso: dove la legalità semplicemente non esiste. Marisa ne ha vissuto integralmente la brutalità, assimilandone anche la crudezza dei rapporti. Ma non è stata del tutto domata, c’è ancora in lei una scintilla che le permette di separare il bene dal male. E quando questa scocca, la sua vita prende fuoco. Marisa si trova improvvisamente catapultata nella parte giusta della società, costretta però a recitare una parte sbagliata in un vortice di sentimenti forti al punto da risultare scioccanti: come fossero il marchio indelebile della sua vita precedente.
Chi ha visto Nikita, quel film nel quale si narra la vicenda di una piccola criminale che viene consegnata da una sanguinosa rapina fallita a un ruolo di killer per conto dello stato, non faticherà a scorgere analogie fra la storia portata sul grande schermo ormai trent’anni fa dal regista francese Luc Besson e le vicende della nostra protagonista. Con la differenza che il percorso della redenzione di Marisa risulterà molto più accidentato rispetto a quello della ragazza assassina impersonata dalla bravissima attrice Anne Parillaud perché lo stato, dopo averla utilizzata, non sarà in grado di proteggerla da chi vuole vendicarsi. E lei si dovrà proteggere da sola, varcando di nuovo per un momento la soglia del lato sbagliato della società.
Conosco Vinicio Leonetti da molti anni e il suo rigore da giornalista di razza, che non lascia niente al caso e non si limita a osservare i fatti in superficie. Un rigore che ha trasferito in questa sua prima sorprendente prova da narratore, dove ogni passaggio cruciale o colpo di scena rende inevitabile una riflessione. La forza e il coraggio delle donne, innanzitutto: capaci di ribellarsi a un destino che sembra già scritto, mettendo in gioco la loro stessa esistenza. Come nessun uomo lo sarebbe mai. Ma anche la fragilità di uno stato che per debolezze o complicità si rivela facile vittima di trame e manipolazioni criminali. E qui il romanzo ci riporta bruscamente alla cronaca vera, che di queste debolezze e complicità è stata costellata senza soluzione di continuità negli ultimi decenni, fino a trasformare l’Italia nel Paese dei misteri, delle menzogne e delle verità amputate. Dove il confine fra il potere legittimo e gli interessi mafiosi ed eversivi ha rivelato di essere pericolosamente indefinito.
Buona lettura.





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